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Mongolia, barricate di pneumatici e striscioni bloccano il rame diretto in Cina

(LaPresse) Barricate di pneumatici, rami d’albero e striscioni con scritte come "Stop Rio Tinto", "Basta esportare il nostro rame" e "Annullate gli accordi iniqui". È lo scenario della protesta organizzata in Mongolia dal 'Radical Reform Movement' davanti alla miniera di Oyu Tolgoi, nel deserto del Gobi, uno dei più grandi giacimenti di rame al mondo. L’azione ha interrotto le esportazioni del minerale verso la Cina, principale destinataria della produzione. I manifestanti chiedono che una quota maggiore delle ricchezze generate dall’attività mineraria resti in Mongolia e venga redistribuita alla popolazione. Tra gli slogan esposti anche "Date i dividendi alla società mongola". La miniera, controllata per il 66% dal gruppo anglo-australiano Rio Tinto e per il 34% dal governo mongolo, rappresenta una risorsa strategica per l’economia del Paese.
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