Un'immagine di Longarone, uno dei paesi distrutti nella tragedia del Vajont. Il 9 ottobre 1963 alle 22.39, un'enorme frana di roccia di circa due chilometri quadrati di superficie e 260 milioni di metri cubi di volume, si stacca dalle pendici del Monte Toc, dietro la diga del Vajont, tra il Friuli e il Veneto: 1910 i morti, sette i paesi cancellati dalla tragedia. (ANSA/OLDPIX)
Un’immagine di Longarone, uno dei paesi distrutti nella tragedia del Vajont. Il 9 ottobre 1963 alle 22.39, un’enorme frana di roccia di circa due chilometri quadrati di superficie e 260 milioni di metri cubi di volume, si stacca dalle pendici del Monte Toc, dietro la diga del Vajont, tra il Friuli e il Veneto: 1910 i morti, sette i paesi cancellati dalla tragedia. (ASSOCIATED PRESS)
Longarone (ASSOCIATED PRESS)
Longarone nei giorni successivi alla frana del 9 ottobre 1963. Fotografie dell' Ispettorato Vigili del Fuoco, terza circoscrizione, sede di Belluno donate all' Onorevole Giacomo Sedati, Commissario del Governo per il Vajont. (ANSA)
Si scava tra le macerie a Longarone, uno dei paesi distrutti nella tragedia del Vajont. Il 9 ottobre 1963 alle 22.39, un'enorme frana di roccia di circa due chilometri quadrati di superficie e 260 milioni di metri cubi di volume, si stacca dalle pendici del Monte Toc, dietro la diga del Vajont, tra il Friuli e il Veneto: 1910 i morti, sette i paesi cancellati dalla tragedia. (ANSA/OLDPIX)
La notizia del disastro del Vajont 'Migliaia i morti sotto il fango'. Stampa xerografica da microfilm, prima pagina del giornale quotidiano 'L'Unità', organo del Partito Comunista Italiano. Italia, 11 ottobre 1963. (© fototeca gilardi)
Si scava tra le macerie a Longarone, uno dei paesi distrutti nella tragedia del Vajont. Il 9 ottobre 1963 alle 22.39, un'enorme frana di roccia di circa due chilometri quadrati di superficie e 260 milioni di metri cubi di volume, si stacca dalle pendici del Monte Toc, dietro la diga del Vajont, tra il Friuli e il Veneto: 1910 i morti, sette i paesi cancellati dalla tragedia. (ANSA)
Longarone, uno dei paesi distrutti nella tragedia del Vajont. Il 9 ottobre 1963 alle 22.39, un'enorme frana di roccia di circa due chilometri quadrati di superficie e 260 milioni di metri cubi di volume, si stacca dalle pendici del Monte Toc, dietro la diga del Vajont, tra il Friuli e il Veneto: 1910 i morti, sette i paesi cancellati dalla tragedia. ANSA/ ARCHIVIO (ANSA)
Si scava tra le macerie a Longarone, uno dei paesi distrutti nella tragedia del Vajont. Il 9 ottobre 1963 alle 22.39, un'enorme frana di roccia di circa due chilometri quadrati di superficie e 260 milioni di metri cubi di volume, si stacca dalle pendici del Monte Toc, dietro la diga del Vajont, tra il Friuli e il Veneto: 1910 i morti, sette i paesi cancellati dalla tragedia. ANSA/ OLDPIX (ANSA)
Longarone (ASSOCIATED PRESS)
Un'immagine proveniente dall'archivio storico dell'ANSA, datata 1963, che mostra Longarone dopo il disastro del Vajont. (ANSA)
Un’immagine di Longarone, uno dei paesi distrutti nella tragedia del Vajont. Il 9 ottobre 1963 alle 22.39, un’enorme frana di roccia di circa due chilometri quadrati di superficie e 260 milioni di metri cubi di volume, si stacca dalle pendici del Monte Toc, dietro la diga del Vajont, tra il Friuli e il Veneto: 1910 i morti, sette i paesi cancellati dalla tragedia. (AFP)
Un'immagine della tragedia del Vajont avvenuta il 9 ottobre del 1963 pubblicata dall'Unità ANSA (ANSA)