Difesa e Intelligenza artificiale: l’Italia è in ritardo, il rischio zero non esiste
di Andrea Carli
L’Intelligenza artificiale è sempre più pervasiva anche nel mondo della difesa. Da una parte delinea opportunità in termini di efficacia ed efficienza, dall’altra però costituisce una sfida al controllo politico-militare. Nel nuovo piano della Nato per difendere il fianco Est dell’Alleanza ha il compito di indicare gli obiettivi da colpire, attraverso un fuoco di sbarramento di droni a basso costo. L’AI è una svolta? È una minaccia? Ne parliamo in questo approfondimento video del Sole 24 Ore con Alessandro Marrone, responsabile del programma “Difesa, sicurezza e spazio” dello IAI, l’Istituto Affari Internazionali. Di recente con Andrea Grillo e Michele Nones Marrone ha prodotto uno studio su: “Intelligenza artificiale e Difesa italiana: sfide e opportunità”. Marrone non ha dubbi: «Il problema principale al momento è la frammentazione dei database, che va affrontata e risolta per avere dati di qualità, accurati e interoperabili, su cui addestrare gli algoritmi e sviluppare soluzioni efficaci, sicure e mirate per le esigenze delle forze armate italiane».