I commissari alla spending - Piero Giarda, Governo Monti. Da ministro dei rapporti con il Parlamento, Piero Giarda ottiene anche la delega alla spending review. A lui si deve il primo rapporto sulle possibili spese pubbliche da tagliare: un lungo elenco di voci per un ammontare complessivo di 295 miliardi. Quel lavoro sarà utilizzato come base di partenza per gli interventi di “disboscamento” successivi (Imagoeconomica)
I commissari alla spending - Enrico Bondi, Governo Monti. Inaugura l'era dei commissari alla spending review nell'aprile del 2012. A lui si deve il primo decreto sulla revisione della spesa, con un impatto di oltre 4 miliardi per il primo anno. Al termine del suo mandato, il bilancio fu che l'azione era appena iniziata: «Non è ragionevole un cambiamento epocale in un tempo così ristretto» (Imagoeconomica)
I commissari alla spending - Mario Canzio, Governo Monti. Nel gennaio 2013 Bondi lascia l'incarico per dedicarsi alla compilazione delle liste per Mario Monti in vista delle politiche di primavera e il nuovo commissario diventa l'allora ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio. Che lascia a maggio dello stesso anno quando alla Rgs il suo posto viene preso da Daniele Franco (Imagoeconomica)
I commissari alla spending - Carlo Cottarelli, Governo Letta. Chiamato a Palazzo Chigi da Enrico Letta nell'ottobre 2013, dopo una lunga esperienza al Fondo monetario internazionale, lascia un anno dopo l'incarico in polemica con il governo Renzi: «Mentre cercavo di tagliare, passavano misure che incrementavano la spesa». Una situazione che si sarebbe ripetuta negli anni successivi (Imagoeconomica)
I commissari alla spending - Yoram Gutgeld, Governo Renzi. Ultimo commissario è Yoram Gutgeld che viene nominato nel marzo 2015. Sotto la sua guida sono stati ridotti capitoli di spesa per 29,9 miliardi. A cui si dovrebbe sommare un “effetto spending” di circa 2,5 miliardi (4,5 miliardi “lordi”) innescato dall'ultima manovra (Imagoeconomica)