Intelligenza artificiale e professionisti, le dimensioni dello studio contano
di Massimo Frontera
Il maggiore o minore utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’attività professionale non è legato né a un tema generazionale, né di genere e neppure di localizzazione territoriale: è un tema correlato alla dimensione dello studio professionale». Paola Fiorillo, componente della giunta di Confprofessioni con delega alla Digitalizzazione e all’Intelligenza Artificiale spiega il rapporto dei professionisti con l’IA, alla luce delle molte informazioni contenute nelle 1.180 risposte al sondaggio condotto presso i più diversi studi professionali. Tra i tanti dati emersi c’è appunto una correlazione diretta tra dimensione dello studio e utilizzo dell’intelligenza artificiale. «Più cresce la dimensione dello studio, maggiore è l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Più piccolo è lo studio, minore è l’utilizzo dello strumento e anche la percezione della sua utilità», sintetizza Fiorillo. Sulla scorta della conoscenza resa possibile dal sondaggio, l’associazione, promette Fiorillo, incoraggerà il più possibile le aggregazioni tra professionisti, anche attraverso misure finanziate con il Fondo professioni: «è necessario uscire dal nanismo, gli studi si devono unirsi e fare rete».