Confini: tra trincea e computer

Il ronzio mortale dei droni e la vita che deriva dalle nuove tecnologie

Originariamente costruiti per scopi militari, i droni hanno conosciuto una crescita esponenziale anche nel mercato dell’elettronica di consumo fino all’uso destinato alle consegne di merce. Tuttavia, raccontare la loro storia scindendola da quella a sfondo bellico non sarebbe in alcun modo possibile. Siamo nel 1849 e i primi droni sperimentali vengono utilizzati durante l’assedio di Venezia. Uno degli ufficiali di artiglieria del generale austriaco Von Radetzky, tenente Franz Von Uchatius ebbe l’improbabile idea di far decollare palloni aerostatici senza pilota. Il tentativo fallisce e bisogna attendere il 1907 per il primo quadricottero, antenato degli attuali droni. Le applicazioni vere su larga scala sono però negli anni Quaranta. L’OQ 2 radioplane è stato l’esemplare di spicco. Prodotto in uno stabilimento a Los Angeles dove lavorava Norma Jeane Dougherty che di lì a poco avrebbe cambiato nome in Marylin Monroe. Nel secondo dopo guerra l’evoluzione è stata lenta tanto che per assistere al vero cambio di passo dobbiamo arrivare all’Ucraina. Qui il connubio droni e tecnologia satellitare modello ha fatto la differenza. All’inizio della guerra, nel 2022, i droni prodotti in Ucraina sono stati meno di 500. Nel 2025, l’Ucraina ha dichiarato un obiettivo di produzione di circa 4,5 milioni di droni (prevalentemente FPV, ma anche ricognitori e UAV a lungo raggio). Il dato consuntivo è stato molto vicino: 4 milioni. Mentre l’obiettivo per l’anno in corso, anche attraverso le oltre 160 aziende, è di arrivare a 8 milioni di pezzi. Questo spiega l’enorme numero di attacchi, svolti spesso con interi sciami. Ma non ci sono solo i dati freddi dell’economia e della tecnologia. Ci sono le ricadute umane. La paura da parte dei civili e dei soldati che ora devono condividere con il ronzio mortale di nuovi strumenti. C’è anche l’uso non bellico e ci sono le derivazioni civili che permettono di salvare le vite, come è accaduto in Ruanda con la telemedicina. Come funziona l’evoluzione di questi strumenti? E come funzionano i sistemi di difesa anti drone? Come funziona l’intelligenza artificiale applicata alla guerra? Ne hanno discusso assieme al conduttore Simone Spetia e a Claudio Antonelli, vicedirettore di 24Ore NextMed, Giampaolo Musumeci giornalista di Radio 24 e conduttore di Nessun luogo è lontano, Enrico della Gatta vice presidente di Fincantieri e autore del libro “Difendere il futuro. Finanza, innovazione e geopolitica nella nuova economia della sicurezza e, infine, Domenico Vigilante, VP Chief Technology Office della divisione Elettronica di Leonardo.
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