Voronezh (Russia), 14 mar. (askanews) - Per Pirelli la Russia continua ad essere un mercato strategicamente importante. Non solo per la sua presenza commerciale, ma anche per quella produttiva con due stabilimenti e una storia industriale sempre più interessante in questo Paese. Non a caso si è parlato di nuovi investimenti in un giro in fabbrica, in occasione della missione di sistema italiana guidata dall'ambasciatore a Mosca, Pasquale Terracciano. Ma perché proprio adesso? Ce ne parla Aimone di Savoia Aosta, ceo Pirelli Tyre Russia.

"Pirelli in Russia ha due fabbriche: Voronezh e Kirov. Abbiamo investito fino al 2018 circa 470 milioni (di euro). È una joint-venture con Rostec, produciamo 8 milioni di pneumatici, quasi la metà sono destinati all'export. A Voronezh abbiamo deciso di investire ulteriormente: nei prossimi tre anni verranno investiti altri 100 milioni in produzione Premium. Premium vuol dire per noi diciotto pollici. Questo avviene perché il mercato si sta riprendendo, e comunque è il segmento di mercato che interessa di più alla Pirelli e l'impianto di Voronezh è una fabbrica relativamente piccola con i suoi due milioni in produzione oggi. Impieghiamo in Russia circa 3000 persone: 2000 a Kirov e 1000 a Voronezh. Per noi è una base di esportazione in tutto il mondo. Anche se chiaramente il focus è sul mercato locale. Siamo specializzati in pneumatici Winter per condizioni estreme, che vuol dire pneumatici chiodati e pneumatici Friction che possano operare bene a temperature molto basse, sul ghiaccio e sulla neve".