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Perché si può chiudere il Parlamento inglese

Il premier britannico Boris Johnson ha chiesto la sospensione del Parlamento inglese. Obiettivo: impedire ai deputati di bloccare l'uscita dall'Unione europea senza accordo. La regina Elisabetta II ha firmato l'autorizzazione alla sospensione straordinaria del Parlamento. Le attività parlamentari saranno sospese dal 10 settembre al 14 ottobre. La regina terrà il 14 ottobre il discorso annuale di presentazione del programma di governo. I deputati avranno poco tempo prima del 31 ottobre, scadenza ufficiale di Brexit. La “prorogation” avviene di routine al termine di una sessione parlamentare e prima dell'inizio di una nuova. La chiede il governo e la regina, per consuetudine, la accoglie: dura due settimane, contro le cinque che si prospettano. Due le opzioni per opporsi alla decisione del premier britannico: la prima è la sfiducia all'esecutivo e nuove elezioni. La seconda è quella di far approvare una legge contro il no deal a tempo di record. La petizione contro la sospensione del parlamento britannico ha già raccolto oltre un milione di firme. Ci sono “prorogation” controverse nella storia parlamentare inglese. Nel 1628 Carlo I sospese le attività parlamentari dopo che il parlamento ne aveva limitato i poteri. Più di recente nel 1997 il premier conservatore John Major evitò con la prorogation il dibattito su un report scomodo.

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