La Mecca, (askanews) - "Capsule" per la siesta per consentire ai pellegrini che invadono La Mecca durante il rito annuale dell'hajj (pellegrinaggio) di riposarsi brevemente e recuperare le forze: è l'idea dell'associazione di beneficenza saudita "Hajj e Mutamer", il cui direttore, Mansour al-Amer, ha spiegato:

"È un'idea che è stata già realizzata in Giappone e in altre città nel mondo. La nostra associazione è convinta che questa soluzione sia adatta a zone di dimensioni ridotte ma sovraffollate come Medina e La Mecca. E sarà possibile avere un'economia partecipativa ad esempio prendere la bicicletta per un'ora e poi lasciarla a un'altra persona".

In tutto finora sono state installati solo una ventina di questi "loculi" da riposino: serviranno ancora molti anni prima che possano risolvere i problemi di alloggio dell'hajj, dato che ogni anno per questa ricorrenza La Mecca viene invasa da 2 milioni di pellegrini.

Ma è già un inizio, mentre questo rito di massa diventa sempre più hi-tech: quest'anno e autorità saudite hanno lanciato un'iniziativa denominata "Hajj intelligente", con applicazioni per aiutare i pellegrini a trovare il loro percorso o ottenere cure mediche di emergenza dalla Mezzaluna Rossa saudita. Le autorità sono anche in grado di individuare i pellegrini attraverso l'app. Il Ministero del pellegrinaggio gestisce anche l'applicazione "Manasikana" che fornisce una traduzione per i fedeli che non parlano né l'arabo né l'inglese.