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Gaza, Albanese: quattromila desaparecidos palestinesi

Roma, 29 mag. (askanews) - Quasi 20.000 palestinesi arrestati in due anni e mezzo, 9.000 ancora detenuti, 4.000 dei quali risultano desaparecidos arrestati e poi scomparsi senza che le famiglie sappiano che fine abbiano fatto. Sono i numeri portati al Senato dalla relatrice speciale dell'Onu sui territori palestinesi, Francesca Albanese, che ha presentato il suo rapporto sull'uso della tortura da parte di Israele nei territori palestinesi occupati. Tra i crimini documentati: ammanettamenti prolungati, privazione del cibo e del sonno, pestaggi fino a fratture ossee, violenze sessuali su uomini, donne e bambini. Quasi un centinaio di detenuti è morto in custodia israeliana. Israele, ha denunciato Albanese, trattiene per anni i corpi, trasformando la morte stessa in uno strumento di tortura. "In 2 anni e mezzo sono quasi 20.000 i palestinesi arrestati dall'ottobre del 2023, tra cui 1500 bambini. Sono 9000 palestinesi che restano detenuti - afferma Albanese - C'è un altro dato scioccante, un crimine che non era ancora stato documentato in Palestina da parte di Israele, che sono le sparizioni forzate. Ci sono 4.000 desaparecidos, persone che sono state arrestate e non si sa che fine abbiano fatto". "Le pratiche documentate nelle carceri israeliane - prosegue la relatrice Onu - includono ammanettamenti prolungati, bendaggio continuo degli occhi, fame, privazione del sonno, negazione delle cure mediche e torture psicologiche e sistematiche, pestaggi estremi fino a provocare fratture ossee e stupro, perché la violenza sessuale è diventata diffusa e utilizzata come strumento di umiliazione e dominio". "Uomini, donne e bambini palestinesi hanno denunciato ripetute violenze e pestaggi nell'area genitale, abusi sessuali e stupri. Quasi un centinaio dei detenuti palestinesi - segnala Albanese - è morto in custodia israeliana. E la punizione continua anche dopo la morte, perché Israele trattiene per anni i corpi dei detenuti, privando le famiglie del diritto al lutto e trasformando persino la morte in uno strumento di tortura". "La disumanizzazione dei palestinesi in carcere è totale. Tutto ciò si iscrive chiaramente in un preciso disegno genocidario volto a spezzare corpo e mente di un popolo e a soffocarne la possibilità di autodeterminarsi", conclude.
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