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Francia, a scuola topi e allagamenti, gli studenti: "Non ci fermeremo"
Lilla, 1 ott. (askanews) - A Lilla, come in molte altre città francesi, gli studenti stanno bloccando i loro istituti per chiedere le sostituzioni degli insegnanti e maggiori risorse. "Non ci fermeremo", promette Anna, studentessa al liceo Faidherbe di Lilla. "Le mobilitazioni nascono soprattutto dalla mancanza di fondi per l'istruzione pubblica e dallo stato in cui vengono lasciati i nostri licei. Ci sono soffitti che rischiano di crollarci addosso, l'anno scorso al liceo Faidherbe ci cadevano addosso i vetri delle finestre, e nel convitto ci sono topi e ratti. In alcuni licei della Seine-Saint-Denis ci sono allagamenti nei corridoi e infiltrazioni d'acqua nei muri: non è normale. E nessuno si occupa di noi", ha spiegato ad Afp Anna. "La polizia ci fa paura, ma a un certo punto non possiamo lasciarci calpestare né far finta di niente. È una situazione che va avanti da una settimana e, onestamente, credo che non finirà qui. Perché continuano a esserci violenze da parte della polizia: ci sono feriti, persone che hanno perso denti o riportato lesioni agli occhi. La violenza della polizia non è normale, non possiamo accettarla e credo che non ci fermeremo adesso", ha aggiunto Anna. "Ho insegnanti assenti, lunghi buchi nell'orario, programmi sovraccarichi. Non riesco nemmeno a svolgere bene l'attività sportiva scolastica perché subito dopo ho allenamento di calcio. Di conseguenza, è un ulteriore carico mentale: ho la scuola, poi il calcio, torno a casa alle 22 e poi, durante la notte, faccio i compiti. In pratica, il carico mentale è eccessivo", racconta ad Afp Mariam, alunna del liceo Faidherbe. "Innanzitutto, siamo preoccupati per gli studenti. Perché siamo preoccupati per loro? Perché abbiamo visto, come tutti, le immagini di studenti picchiati dalla polizia, di studenti che subiscono violenza per strada. E noi non possiamo accettarlo: questo è il primo motivo. Siamo qui anche perché condividiamo le loro rivendicazioni. È evidente che nei licei la situazione non va bene, che le condizioni materiali all'interno degli istituti sono pessime. Potrei farvi mille esempi: classi in cui non c'è abbastanza spazio per accogliere tutti gli studenti, o casi in cui non c'è nemmeno spazio sufficiente per svolgere le lezioni nell'istituto", sottolinea questo professore del liceo Baggio di Lilla, Pierre-Louis Givers.