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Flotilla, attivisti rientrati a Malpensa, Nava: "Seviziati con taser e privati della dignità"

(LaPresse) Sono rientrati ieri sera all'aeroporto di Milano Malpensa i due attivisti della Flotilla reduci dal sequestro da parte delle autorità israeliane. "Sto bene. Arriviamo da quattro giorni in cui abbiamo fondamentalmente sperimentato quello che vive un palestinese nella sua vita, spesso per anni e anni, che viene preso dalla propria casa e non ha più possibilità di farci ritorno e che diventa solo un numero nelle carceri israeliane. Siamo diventati questo. Per quattro giorni abbiamo subito torture, abbiamo subito  una totale forma di privazione di qualsiasi barlume di umanità", ha raccontato Francesco Nava. "Ci hanno sequestrato in acque internazionali dalle nostre barche, ci hanno caricato su una nave che io mi sento di poter chiamare un campo di concentramento galleggiante, in cui venivamo seviziati, in cui si usava il taser per colpirci, in cui non avevamo nessun diritto, non sapevamo il motivo per cui ci trovassimo lì, non avevamo nessuna accusa", ha ricordato Nava, "ci riempivano di acqua, ci veniva privato il sonno, ci veniva privata l'acqua, ci veniva privata qualsiasi forma di dignità. Dopo questo siamo stati portati in porto e si è riproposto lo stesso format. Siamo stati tenuti con la testa a terra per ore e appena provavamo ad alzare la testa, la testa veniva sbattuta a terra". Con Nava c'era anche Alessio Catanzaro, che ha raccontato: "Io per fortuna ho preso solo qualche calcio e ho ancora i segni delle manette, ma c'è stato chi ne ha prese molte più di me. E' triste, fa pensare che quel che abbiamo vissuto per qualche giorno altri la vivono quotidianamente".
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