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Cuba: contrabbando benzina, le immagini all’interno di un deposito del mercato nero a L’Avana

(LaPresse) Il blocco petrolifero imposto dagli Stati Uniti a Cuba ha costretto il paese a vivere una situazione molto difficile. All’embargo decennale si è aggiunto infatti una crisi energetica senza pari, che nel solo mese di marzo ha causato per tre volte il collasso dell’intero sistema elettrico nazionale, lasciando l’isola al buio per più giorni. Contestualmente, la mancanza di petrolio ha comportato una difficoltà sempre più grande nel reperire carburante per i mezzi di trasporto. I collegamenti da una parte all’altra dell’isola sono sempre più scarsi e costosi, ma anche all’interno delle stesse città è sempre più raro vedere veicoli girare per le strade. L’Avana non fa eccezione: oltre ai sempre più comuni mezzi elettrici, le autovetture a motore termico che si muovono nella capitale sono per lo più quelle destinate ai pochi turisti che si recano in vacanza sull’isola, rappresentando ancora una delle fonti di guadagno più alte a cui è possibile accedere. La scarsità di benzina è tale che le pompe adibite al rifornimento sono quasi tutte chiuse e riuscire a riempire i serbatoi delle auto è diventato estremamente difficile e costoso. Lo scenario è perfetto affinché emerga in maniera sempre più capillare un mercato sommerso in cui, a costi proibitivi per la maggior parte della popolazione, è possibile accedere alle riserve di benzina che arrivano in maniera illegale sull’isola. Il contrabbando di carburante è diventata un’attività comune a L’Avana, nei cui vicoli si diffonde sempre più capillarmente il mercato nero della benzina. Nel tentativo di raccontare questo aspetto della crisi in atto, l’inviato di LaPresse a Cuba è riuscito ad avere accesso a uno dei depositi di carburante di contrabbando di Habana Vieja. Si tratta di un garage chiuso a chiave da un cancello che dà direttamente su uno dei vicoli centrali della capitale. Entrando, lo spazio è composto da più sale. In fondo all’ultima c’è un tavolo con diverse taniche e bottiglie di plastica. I contenitori, però, sono tutti semivuoti, segno che la domanda è altissima e che anche le riserve del mercato nero si esauriscono velocemente. Del liquido giallo, però, ancora lo si trova sul fondo delle taniche. L’odore è inconfondibile, si tratta di benzina. Il contatto che ha aperto le porte del deposito afferma che il carburante venga trasportato nei garage come questo tramite delle grosse autocisterne che si vedono spesso trasportare l’acqua nelle strade di L’Avana. L’acqua, infatti, rappresenta un altro grande problema legato alla mancanza di luce, in quanto senza elettricità le pompe non riescono ad animare le tubature. Questo fa sì che molto spesso l’acqua debba essere portata dai camion direttamente nelle zone più popolari, innescando così un sistema di trasporto tramite autocisterne molto diffuso, che renderebbe più agevole la consegna al mercato nero della benzina. Arrivando così nelle strade della città, risulta poi facile per i contrabbandieri venderla direttamente al dettaglio, con un costo che sfiora i 6000 pesos al litro, all’incirca 11 dollari. DIEGO LAUDATO, INVIATO A CUBA
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