Liverpool (askanews) - Il leader laburista britannico Jeremy Corbyn è pronto a sostenere un secondo referendum sulla Brexit, se il partito lo deciderà. Un'apertura più dovuta che voluta visto che in realtà Corbyn preferirebbe tornare alle urne per elezioni politiche anticipate piuttosto che per un nuovo referendum.

Ma a parlare sarà il partito, riunito per il Congresso annuale a Liverpool dove la Brexit è uno dei temi fondamentali e per le strade si manifesta a favore di un nuovo referendum: il 26 settembre verranno tirate le somme dei 3 giorni di discussioni e si voterà un testo finale che potrebbe riservare sorprese visti gli ultimi sondaggi di "Yougov" secondo cui una altissima percentuale di persone nel partito è favorevole a un nuovo referendum; addirittura il 74%, in caso di nuove elezioni, vorrebbe che fosse uno dei punti del programma elettorale.

"È venuto il momento di ascoltare gli 1,4 milioni di elettori del Labour che sono passati dal voler lasciare l'Unione al voler rimanere, i 2 milioni di giovani che non hanno potuto votare per il loro futuro - dice l'eurodeputata Clare Moody - Un voto popolare è quello che vogliono i membri del partito e i nostri elettori". Dichiarazioni che dovranno fare i conti con le due aree del partito, diviso fra europeisti convinti e molto più tiepidi, Corbyn in prima fila.

A Liverpool in corso l'ardua impresa di trovare una sintesi.