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Alla Bce finisce l’era Draghi: qual è l’eredità che lascia a Christine Lagarde? Scoprilo con il saggio di Donato Masciandaro e Alberto Orioli

di Donato Masciandaro e Alberto Orioli

Si intitola «Draghi, Falchi e Colombe – L’Euro e l’Italia 2011-2019» , il testo edito dal Sole 24 Ore che ripercorre gli otto anni dell'”italiano” che ha guidato la Banca centrale europea. Otto anni sempre sotto i riflettori e decisivi per l’economia dell’Europa e dell’Italia. Mario Draghi ha innovato la politica monetaria, ha portato l’Europa nel mondo dei tassi negativi e ha gestito con grande abilità il board della Bce, sempre diviso tra falchi e colombe sulla condotta ottimale da tenere. È stato un mago delle parole e, come gli altri banchieri centrali, si trova ora a un bivio epocale: quali devono essere i nuovi obiettivi della politica monetaria? Quali i nuovi strumenti attivabili dopo le stagioni dei bazooka e dell’inondazione di liquidità? Più in generale, in gioco c’è lo stesso destino della fiducia nella moneta e della reputazione dei banchieri centrali. È anche questa l’eredità che Draghi lascia a Christine Lagarde alla guida della Banca centrale europea
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