Italia

Viaggio nella memoria, Spadolini e il suo mare: Castiglioncello Patria dell’anima

di Nicoletta Cottone

La fedeltà al suo mare, Castiglioncello, Patria dell’anima per lo statista fiorentino Giovanni Spadolini. L’acquisto della Torretta, con vista sulla baia del Quercetano, l’affetto della gente comune, come il pescatore Libero che lo portava in barca da piccolo. Quando Spadolini diventa premier Libero si reca a palazzo Chigi per denunciare a quel bambino che ha tenuto in collo il torto subito sulla pensione. In occasione del centenario della nascita di Giovanni Spadolini abbiamo ricordato con un viaggio nella memoria l’uomo delle istituzioni, il politico, il giornalista, l’intellettuale fiorentino nel suo rapporto con Castiglioncello, luogo di vacanza di tutta una vita. Un itinerario nei luoghi del cuore accompagnati dal professor Cosimo Ceccuti, allievo prediletto di Spadolini, ora presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia. Un luogo dove ogni anno viene assegnato il premio di cultura politica Giovanni Spadolini, che quest’anno è stato conferito al fisico e premio Nobel Giorgio Parisi. «Ciò che rendeva Spadolini popolare fra la gente comune, ricorda Ceccuti, e che lo rende popolare ancora oggi, nel suo ricordo, era l’onestà. La politica, diceva lui, deve essere una casa di vetro dove chiunque può controllare e vedere. Quando Spadolini Quando Spadolini lasciò la presidenza del Consiglio, un articolo di Indro Montanelli diceva che Spadolini quando esce dalle stanze del potere lascia dietro di sé quel profumo di bucato del sapone di Marsiglia, quando le nostre nonne lavavano a mano lenzuoli».
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