Italia

Porti e navi a emissioni zero: la sfida dell'elettrificazione

Sesto San Giovanni, 28 set. (askanews) - L'Unione Europea si è data la scadenza del 2030 per azzerare le emissioni delle navi all'ancora nei porti europei, ma ad oggi solo circa il 20% delle banchine può rispettare quest'obiettivo. Una possibile soluzione la propone ABB, azienda leader globale nell'elettrificazione e nell'automazione, che punta su tecnologie già disponibili per accelerare la transizione del trasporto marittimo. Il ritardo delle infrastrutture portuali rappresenta oggi uno dei principali ostacoli alla decarbonizzazione del settore, ma secondo ABB è possibile iniziare subito avviando la transizione partendo dalle imbarcazioni a corto raggio di piccola e media taglia, come traghetti e navi da lavoro. Le parole di Daniele Bindella, Sales Manager di ABB: "Il ritardo è evidente ed accompagnato da una sfida ancora più grande. I porti europei ad oggi non hanno la capacità energetica per caricare intere flotte contemporaneamente. Per questo motivo, la strategia è quella di seguire una transizione graduale e immediata. La strategia più efficace è quella di partire da imbarcazioni di piccola e media taglia che operano lungo la costa, come traghetti e navi da lavoro. In questo modo, mentre i porti si attrezzano per le grandi navi, riusciamo a dimostrare che la transizione energetica è possibile riducendo le emissioni nei nostri porti". Uno dei temi centrali resta quello della sicurezza e dell'affidabilità dei sistemi di accumulo, elementi decisivi per l'impiego delle propulsioni elettriche in ambito navale. Nuovamente Daniele Bindella: "La sicurezza e la durata sono requisiti fondamentali in mare. Per questo motivo ABB ha scelto una chimica LTO, una tecnologia consapevole e senza compromessi. Questo tipo di batteria è una batteria molto sicura sul mercato perché non è soggetta in stabilità termica. Inoltre, questa batteria riesce a garantire circa 20.000 cicli: ciò consente di avere un risparmio per gli armatori, poiché la durata del pacco batterie si avvicina a 20 anni, molto simile a quella delle imbarcazioni, riducendo costi di manutenzione e di sostituzione". Per ABB la chiave della transizione non è il singolo componente, ma l'integrazione tra batterie, inverter, motori elettrici e piattaforme digitali capaci di ottimizzare la gestione energetica di bordo. Ancora Daniele Bindella: "La nostra ricetta è quella di non considerare i componenti in modo isolato, ma come parte di un ecosistema. Infatti noi abbiamo un concetto pre-ingegnerizzato di un motore a magneti permanenti e un inverter ad alta densità, entrambi raffreddati a liquido e le nostre batterie chimiche LTO. Tutto questo gestito da un software che è in grado di ottimizzare i flussi, garantendo massima affidabilità e sicurezza al sistema". Insomma le tecnologie, dalle batterie all'integrazione digitale, sarebbero già oggi pronte e disponibili su scala industriale. Ma per dare la spinta decisiva alla decarbonizzazione del trasporto marittimo serve ora un quadro regolatorio chiaro, in grado di sbloccare gli investimenti delle imprese e di accelerare fin da subito l'adozione delle tecnologie a emissioni zero.
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