Salute

Leucemia, strategie per guadagnare tempo di vita: l’incontro a Bologna

(LaPresse) - “Ci impegniamo nello sviluppare innovazione, non solo da un punto di vista di ricerca e sviluppo, ma anche di sistema. Ne abbiamo parlato oggi ed è questo il motivo per cui nasce questa piattaforma, 'The Art of Science': fare rete tra i vari attori del sistema per sviluppare strategie in grado di accogliere quella che è l'innovazione". Queste le parole pronunciate ai microfoni di LaPresse da Raffaele Caramuscio, Market Access & Regulatory Affairs Director di Otsuka Pharmaceutical Italy. L'occasione è quella dell'evento promosso da Otsuka Pharmaceutical Italy nella splendida cornice di Palazzo Pepoli a Bologna: "LMA. Un futuro presente. Come l’innovazione cambia la gestione della Leucemia Mieloide Acuta”. Un momento di confronto che ha visto riuniti esperti, rappresentanti della Comunità Scientifica, delle Associazioni pazienti, delle Istituzioni e dell’Industria, per discutere insieme di come i progressi nella ricerca scientifica e l’innovazione terapeutica nella LMA stiano definendo nuovi modelli di presa in carico e percorsi di cura, nei quali il tempo guadagnato acquisisce un nuovo valore, come risorsa clinica, economica, organizzativa e umana. "L'impegno di Otsuka non si esaurisce con soltanto la ricerca e lo sviluppo di nuove ehm soluzioni terapeutiche", spiega ancora Caramuscio, che poi inquadra in questo contesto il vero significato dell'evento realizzato: "The Art of Science è il nostro primo appuntamento", la cui "idea è quella di mettere insieme i vari attori del sistema, quindi la parte istituzionale, la comunità scientifica, il terzo settore e l'industria perché crediamo che l'innovazione non sia soltanto un'innovazione tecnologica, ma anche un'innovazione di sistema". “Quindi l'idea è quella di mettere insieme le conoscenze e i vari punti di vista per creare nuovi modelli di presa in cura".  Nel corso dell'incontro si è parlato anche dei risultati del progetto 'LIA to be': "Questo progetto è iniziato 3 anni fa e abbiamo lavorato con diversi centri in Emilia-Romagna e in Lombardia, pubblici e privati. La cosa più interessante è che questo progetto ha coniugato una dimensione di 'Value Based Healthcare', cioè di misurazione effettiva dell'impatto che ha una nuova modalità di cura sui pazienti e i costi di questa cura, con un approccio di 'Human Centered Design', cioè andando ad ascoltare i clinici, i pazienti, i caregiver e in questo caso anche il terzo settore, che è estremamente coinvolto in una presa in carico veramente completa", spiega a sua volta la CEO di 'Your Business Partner', Maria Rosaria Natale.  Nel corso della manifestazione c'è stato anche spazio per l'arte. La medicina – è stato ricordato a Bologna – è innovazione, tecnologia, ma anche arte. Ebbene, non è un caso che l’azienda nipponica con oltre 100 anni di storia abbia pensato alla pittura giapponese per dare un contributo alla riflessione. Nell’incontro di Bologna, infatti, l’arte 'sumi-e' ha scandito le sessioni dando forma a sfide e temi cruciali. Piccole opere d’arte prodotte dalla mano di Filippo Manassero, che raccontano speranza, cura e sanità, mostrando come innovare non vuol dire solo aggiungere, ma anche togliere ciò che non serve: passaggi, attese, burocrazia e vincoli organizzativi, lasciando spazio a ciò che conta davvero. Il tempo di vita.  Proprio il tempo è stato il vero protagonista dell'incontro. Un tempo di vita messo in pausa dalla diagnosi. Come può l'innovazione tradursi in tempo di qualità per i pazienti? Risponde Adriano Venditti, professore ordinario di Ematologia e direttore della Scuola di Specializzazione presso l’Università Tor Vergata:  "Riuscire a preservare la vita del paziente da quei da quelle incombenze che, appunto, gli sottraggono tempo, come venire presso gli ambulatori, trascorrere tanto tempo in quella in quelle sedi in attesa di essere chiamati, di una risposta. Vorrei però sottolineare come il tempo, che poi è un collegato della qualità di vita, lo possiamo definitivamente migliorare e meglio utilizzare, laddove riusciamo a offrire opzioni di cura che siano valide. Quindi direi che qualità della vita è uguale cura", conclude il professore. 
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