Italia
Legge elettorale, il precedente del 2005: quando il deputato Mattarella contestò la parola "capo"
(LaPresse) Accuse di "premierato assoluto", urla in Aula, cartelli di protesta e voti contestati. Sembra il dibattito di oggi, ma siamo alla Camera, il 12 ottobre 2005, durante l’approvazione del Porcellum, la legge elettorale firmata da Roberto Calderoli. A distanza di ventuno anni le polemiche sembrano incredibilmente attuali. Nel 2005 anche l'intervento dell'allora deputato Sergio Mattarella che si opponeva all’introduzione del "capo unico della coalizione" nella legge elettorale. In Aula avvertiva che la nuova formulazione rischiava di entrare in conflitto con le prerogative del Presidente della Repubblica nella nomina del presidente del Consiglio. E lanciava l'allarme sull’introduzione della parola "capo". "L’emendamento che la maggioranza ha appena approvato introduce per la prima volta nel lessico e nella terminologia della nostra legislazione la parola 'capo'. Si prevede che i partiti dovranno depositare una dichiarazione in cui indicano il loro capo; le coalizioni dovranno depositare una dichiarazione in cui indicano il loro capo unico. La parola "capo" entra per la prima volta nella terminologia delle nostre leggi. È appena il caso di sottolineare che questa formulazione, così com'è nella stesura attuale, aggrava il problema delle prerogative del Capo dello Stato", dice l'attuale Presidente della Repubblica.