Italia
Kosovo, Crosetto: "Radar nei Balcani per difendere anche i nostri confini"
(LaPresse) "Le preoccupazioni non sono aumentate in questo periodo, sono quelle che ci sono state negli ultimi anni. È il motivo per cui noi ci siamo sempre impegnati in questa zona dei Balcani, perché la prima cosa per noi è garantire la sicurezza, intanto nei confini di casa, e questo è uno dei nostri confini. Lo facciamo questa volta, riprendendo il comando col generale Vergori, lo facciamo con un impegno che proseguirà anche quando Kfor diminuirà il suo impegno in Kosovo, perché per noi i Balcani rappresentano un punto di riferimento per la nostra sicurezza. Mettere in sicurezza i Balcani, utilizzare i Balcani anche in futuro pensando di installare qua radar che ci consentano di difendere sia questi Paesi, sia il nostro per prevenire minacce, è una cosa fondamentale".Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, oggi a Pristina, in Kosovo, per la cerimonia del passaggio di consegne del comando della missione Nato Kfor dalla Turchia all'Italia. "La stiamo spingendo anche noi la missione europea, proprio per prevenire qualunque cosa possa succedere per quanto riguarda il futuro di Unifil, che ci auguriamo però possa proseguire, perché c'è bisogno di una missione, soprattutto in questo momento" ha aggiunto Crosetto rispondendo a una domanda sul futuro delle missioni in Libano, con quella dell'Unifil in scadenza a fine anno. "Se non sarà possibile farla attraverso le Nazioni Unite, come è stata Unifil - ha sottolineato -, si penserà di farla in altri modi, multilaterali sempre, e l'Europa è uno degli strumenti con cui si può agire in quella zona. Ma tutto possiamo fare tranne che abbandonare aree che sembrano lontane, ma sono vicinissime a noi, rendendo ancora più instabile una situazione che mi pare già abbastanza instabile".