Italia
Fine vita, associazione Luca Coscioni: "Legge per impedire il diritto all'autodeterminazione degli italiani"
(LaPresse) Filomena Gallo, segretaria nazionale dell'associazione Luca Coscioni, a margine dell'udienza in corte costituzionale parla del caso della signora Libera, paziente toscana affetta da sclerosi multipla progressiva, con tutti i requisiti per accedere al suicidio assistito ma che non può autosomministrarsi il farmaco letale perché paralizzata. "Libera è una donna che si è sottoposta già alle verifiche previste dalla 'sentenza Cappato' e possiede tutti i requisiti per procedere con l'aiuto alla morte volontaria. Però non può farlo perché non usa più le mani, è completamente immobile. Il giudice ha rilevato che c'è un ostacolo all'esercizio della libertà di Libera. Questo ostacolo si chiama articolo 579 del codice penale, che configura l'omicidio del consenziente. Libera ha un medico a cui ha chiesto di somministrare quel farmaco, ma il medico non può procedere in questo momento perché rischierebbe il carcere fino a 15 anni. Abbiamo chiesto ai giudici ci prevedere, con una sentenza di incostituzionalità, che per le persone nelle condizioni di Libera che hanno già tutti i requisiti stabiliti che non subentri il reato di aiuto al suicidio. Per quelle persone che non possono autosomministrarsi il farmaco sia creata la possibilità che ci possa essere l'eutanasia attiva, la somministrazione da parte di un medico che colma la richiesta libera, informata, ribadita fino all'ultimo momento della persona", spiega Gallo che è anche l'avvocato della signora Libera.
"Cosa ne pensiamo del disegno di legge sul fine vita discusso dalla maggioranza? E' un disegno di legge completamente inadeguato, che non rispetta nemmeno le sentenze della corte costituzionale", denuncia Gallo, rilanciando la proposta di legge popolare che a breve verrà depositata dall'associazione Coscioni in Cassazione.