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Festival di Cannes, il trionfo di ‘Fjord’ e anche del cinema spagnolo

L’edizione numero 79 del Festival di Cannes si è chiusa con la Palma d’oro a ‘Fjord’ di Cristian Mungiu, uno dei titoli più acclamati della selezione. Subito dietro ‘Minotaur’ del regista russo Andrey Zvyagintsev, che ha conquistato il Grand Prix, mentre il Premio della Giuria è andato a ‘The Dreamed Adventure’ di Valeska Grisebach, scelta che ha sorpreso molti addetti ai lavori perché il film non figurava tra i favoriti della critica. È stata anche l’edizione degli ex aequo: il Premio per la Miglior Regia è stato assegnato congiuntamente a Javier Calvo e Javier Ambrossi per ‘La bola negra’ e a Pawel Pawlikowski per ‘Fatherland’. Ex aequo anche il Premio per il Miglior Attore, condiviso da Emmanuel Macchia e Valentin Campagne per ‘Coward’ di Lukas Dhont, mentre il Premio per la Migliore Attrice è andato a Virginie Efira e Tao Okamoto per ‘All of a Sudden’ di Ryusuke Hamaguchi. La Migliore Sceneggiatura è stata attribuita a Notre salut di Emmanuel Marre, che in Italia uscirà con il titolo ‘Un uomo del suo tempo’. Ma sulla Croisette c’è stato anche un altro grande vincitore: il cinema spagnolo, che ha conquistato pubblico e critica con ‘La bola negra’, ‘Amarga Navidad’di Pedro Almodóvar e ‘El ser querido’ di Rodrigo Sorogoyen, interpretato da Javier Bardem, grande assente della cerimonia finale. Per giorni si era dato quasi per certo che Bardem vincesse la Palma per la miglior interpretazione maschile, senza veri rivali. Il momento più divertente della conferenza stampa finale è arrivato con il presidente della giuria Park Chan‑wook, che ha scherzato: “Non volevo assegnare la Palma d’oro a nessuno dei registi perché non l’ho mai vinta”. Poi, sorridendo, ha aggiunto: ‘Ma non avevo altra scelta (‘No Other Choice’)”, citando il titolo del suo ultimo film.
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