Economia

Energia, il futuro professioni sempre più sostenibile e digitale

Roma, 30 gen. (askanews) - Il futuro delle figure professionali nel settore dell'energia sarà sempre più digitale e sostenibile. E' quanto emerge da una ricerca condotta dalla Luiss Business School per Manpowergroup, denominata "Traiettorie evolutive e competenze per le imprese energy" e alla quale hanno contribuito CEO e HR Director di 11 fra le maggiori aziende che operano nel comparto in Italia.

Dall'analisi emerge che le competenze digitali sono diventate fondamentali per le aziende che operano nel settore dell'Energia, insieme alla necessità di sviluppare la cosiddetta "transdisciplinarità", che si integra con il concetto di flessibilità, divenuto chiave per le organizzazioni, le quali lavorano alla costruzione di team agili e di contesti dinamici in cui le singole funzioni non siano isolate, come spiega Paolo Boccardelli, direttore Luiss Business School: "Il settore energetico si sta trasformando e riconfigurando per rispondere ad esigenze come la sostenibilità e la profonda innovazione. Oggi abbiamo bisogno di città intelligenti e allo stesso tempo, chi produce e distribuisce energia, deve rispondere a questo fabbisogno. Tutte le organizzazioni del settore si stanno trasformando verso una data driven society, quindi una data driven organization, che ha bisogno di nuove competenze. Competenze e analisi dei dati, competenze sul digitale, ma al di là dell'immissione di nuovi profili professionali, è tutta la cultura organizzativa che deve evolvere verso la società del digitale e la società dei dati".

Anche per le aziende del settore siamo di fronte a nuovi scenati prpfessionali come afferma il ceo della Kuwait Petroleum Italia, Giuseppe Zappalà: "Siamo di fronte a un cambiamento epocale, un cambiamento dovuto, non soltanto alla transizione energetica e alla trasformazione digitale, ma dovuta anche al fatto che, nelle nostre aziende, lavorano quattro generazioni differenti. E' la prima volta che dobbiamo lavorare con quattro generazioni differenti. Cosa chiediamo alle nuove generazioni: di cambiare le competenze; di essere più transdisciplinari, cioé lavorare con discipline diverse e cercare di cambiare i propri comportamenti; essere più emotivi; avere una social intelligence, ciòè capire quali sono le necessità, non solo dei nostri clienti, ma anche dei nostri colleghi di lavoro; avere la capacità di lavorare con tantissimi dati; avere la capacità di trovare delle soluzioni difficili a dei problemi difficili".

Sulla stessa linea il ceo dell'Acea, Stefano Donnarumma: "Di figure professionali ce ne sono alcune che vanno in qualche maniera sviluppate e consolidate. Parto dalle seconde: la competenza ingegneristica rimane fondante. Lo sviluppo energetico si fonda su reti elettriche, su reti gas, su tecnologie che necessitano di competenze specifiche e hard da un punto di vista delle competenze, per quanto riguarda l'analisi dei dati per la gestione dei sistemi informatici e la gestione di blockchain e di analisi del dato. Quindi sono tutte competenze in un mix, tra quelle tradizionali, che sono in evoluzione e quelle assolutamente più moderne della digitalizzazione".

"Data Scientist" e "Data Analyst" sono le professioni emergenti sempre più difficili da reperire, mentre Social intelligence, circular economy e social media managing fra le competenze su cui le aziende puntano di più.

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