FONDI EUROPEI

Coronavirus: sbloccati i primi 800 milioni di fondi europei

di Francesca Sofia Fumagalli


Arrivano i primi aiuti economici da parte della Commissione europea per fronteggiare l'emergenza Covid-19. Non nuovi fondi ma la possibilità di destinare al sostegno del sistema sanitario, Pmi e lavoratori 800 milioni di fondi strutturali già destinati all'Italia per gli obiettivi della politica di coesione. Questa iniziale liquidità deriva dalla concessione della Commissione agli Stati membri di una maggiore flessibilità nel meccanismo dei prefinanziamenti. Dunque l'ok a rimodulare la spesa dei fondi europei, utilizzandoli per strumenti di garanzia che assicurino liquidità alle imprese e per finanziare ammortizzatori sociali. Importantissima anche la disponibilità della Commissione a revisionare i regolamenti comunitari in maniera semplice e veloce. Se pertanto verranno riprogrammati il Pon Inclusione e il Pon Imprese, come già successo dopo la crisi del 2011, questo sarà possibile senza la necessità di approvazione della Commissione.
Il via libera alle nuove modalità di utilizzo dei fondi europei è arrivato dalla commissaria Ue per la Coesione e le Riforme, Elisa Ferreira durante il colloquio con il ministro del Sud Giuseppe Provenzano. Al momento è ancora sul tavolo di discussione la possibilità di liberare per l'emergenza sanitaria anche le risorse non ancora impegnate durante la programmazione 2014-2020. Si tratterebbe di all'incirca 25 miliardi (pari al 46% dei 54 miliardi totali, secondo l'ultimo monitoraggio Igrue). Esclusa invece dallo stesso Provenzano l'ipotesi di una nuova e temporanea ripartizione nazionale dei fondi a favore delle regioni del Nord, al momento più colpite dai contagi. Il ministro giustifica la scelta ribadendo che l'emergenza sia di natura nazionale e le risorse saranno fondamentali su tutto il territorio della penisola al momento della ripartenza.
Gli 800 milioni di fondi strutturali ad oggi sbloccati e le eventuali future risorse saranno dispiegati lungo tre assi di intervento. In primis l'aiuto al sistema sanitario con l'acquisto di servizi e macchinari per la terapia intensiva e sub intensiva insieme a investimenti per la formazione e l'utilizzo del personale medico. Successivamente, l'iniezione di liquidità nelle Pmi e particolare sostegno ai settori più colpiti, come il turismo. Infine, le risorse del Fondo sociale europeo potrebbero essere impiegate per finanziare la cassa integrazione per i lavoratori. Per saperne di più
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