Cultura

Un periodo e le sue generazioni di artisti all'asta da Bolaffi

Torino, 13 mag. (askanews) - Il senso dell'arte di un periodo storico, attraverso i diversi movimenti e attraverso le generazioni degli interpreti. Aste Bolaffi presenta una vendita di arte moderna e contemporanea, in programma il 19 maggio a Torino, con una serie di opere di grande interesse. A presentarcele Caterina Fossati, consulente per l'arte moderna e contemporanea di Aste Bolaffi. "E' un asta di soli cento lotti - ha detto ad askanews - molto scelti, più storici, più importanti anche internazionalmente".

E la selezione dei lotti, che parla anche di quanto possano essere affascinanti opere meno note al grande pubblico, quando si ha l'occasione di guardarle al meglio, trova un filo rosso dove forse non era stato previsto. "La cosa curiosa - ha aggiunto l'esperta - è che alla fine con questa scelta abbiamo individuato opere principalmente degli anni Sessanta, con delle eccezioni anche molto importanti come Peruzzi o Sonia Delaunay, ma tutto il resto è datato più o meno tra la fine degli anni Cinquanta e la metà dei Sessanta, con ovviamente situazioni diverse, perché c'è un giovanissimo Pistoletto e un vecchio Calder, quindi anni Sessanta per tutti, ma arrivandoci con diverse esperienze".

Esperienze che sono quelle di Carrà e Severini, presenti nell'asta con due dipinti di impianto classico, ma anche di Mario Schifano e delle sue palme pop, oppure di un classico del Novecento come Giorgio Morandi, le cui celebri bottiglie sono qui presenti a matita. E per la copertina del catalogo si è scelto una tempera di Osvaldo Peruzzi, ispirata a una "Trasvolata Atlantica".

"E' un quadro del secondo Futurismo - ci ha spiegato Caterina Fossati - legato al piccolo gruppo dell'Aeropittura, che era un tema carissimo a entrambi i momenti del Futurismo e questo quadro ha partecipato a tutte le mostre di fine anni Venti, inizio anni Trenta su questa branca del Futurismo".

Tra i lotti più importanti e di maggiore impatto spicca poi un ritratto di donna di Francis Picabia, che spalanca orizzonti inattesi sul modo di pensare la stessa pittura figurativa. "Il quadro di Picabia - ha concluso la consulente di Aste Bolaffi - è particolarmente bello, significativo degli ultimi anni della sua carriera, nei quai torna a una figurazione violenta, perché sono quadri con soggetti presi da riviste pornografiche, cosa di cui lo spettatore non si accorge, ma si accorge della violenza dei tratti e del colore che lui usa".

Accanto a un grande collage di Gilbert & George, alle ballerine di Francesco Messina e agli aerei di Franco Angeli il percorso dell'esposizione si può magari concludere con una scultura di Grisha Bruskin: il musicista cieco che, nella poetica anti monumentale dell'artista russo, sceglie di non stare sul piedistallo, ma di puntare altrove, più lontano. Verso quella libertà che è propria dell'arte.

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