Nato nel 2003 e gestito da oltre vent’anni dalla cooperativa sociale Il Cerchio Onlus, Banco Lotto N° 10 è il laboratorio di sartoria sociale del carcere femminile della Giudecca, a Venezia. Uno spazio dove le detenute possono imparare un mestiere e iniziare a costruirsi una prospettiva solida per il futuro.
Giacche colorate, vestiti dal sapore vintage e gonne a ruota che ricordano gli anni Cinquanta, i pezzi vengono cuciti da zero dalle ragazze – assistite e coadiuvate dalla coordinatrice Margherita Uliana – e poi messi in vendita nel punto vendita fisico o sull’e-commerce. Tutto parte dalle stoffe, in genere seta, cotone o lana: da qui nasce l’ispirazione per le future collezioni.
Per responsabilizzare le detenute e gratificarle, la produzione dei capi non è parcellizzata: ognuna segue un vestito dalla A alla Z. L’assunzione – trattandosi di un lavoro regolarmente retribuito – arriva solo dopo un anno di tirocinio formativo.
Le creazioni, una volta terminate, non restano sui tavoli dell’atelier. Oltre a finire nelle vetrine della boutique, che da poco ha inaugurato la sua sede in Rio Terà Sant’Aponal, poco lontano da Rialto, diventano le protagoniste delle sfilate. Un format che, da anni, è sì diventato una tradizione ma ha trovato sempre la chiave per rinnovarsi.
Nell’ultimo defilé, «La valigia fantasma», allestito lo scorso 10 dicembre nel chiostro dell’istituto penitenziario, in passerella non sono salite le modelle. Per la prima volta, infatti, a indossare i vestiti sono state le detenute che li avevano realizzati. Tra gli ospiti dell’evento il viceministro Francesco Paolo Sisto e importanti istituzioni del mondo della cultura e delle imprese.
L’obiettivo ora è rendere «La valigia fantasma» un appuntamento annuale, sempre in concomitanza con la Mostra del cinema di Venezia. Puntando a rafforzare il rapporto con la città e le istituzioni culturali.
Il progetto Banco Lotto N° 10 si inserisce perfettamente nelle politiche di reinserimento: fare leva sul lavoro non serve solo ad acquisire una professionalità spendibile fuori ma aiuta ad abituarsi alla responsabilità, alla disciplina, a prendere consapevolezza del proprio valore.
Il prossimo passo della Giudecca ora è non limitarsi a creare solo occasioni occupazionali interne ma costruire filiere che possano sopravvivere al carcere, legando formazione intramuraria e mercato del lavoro.
La sartoria continuerà a essere una grande leva. La moda che imbastisce «trasforma chi indossa e chi la crea», combatte stereotipi ed etichette e difende il valore inestimabile dell’artigianato.
Il nuovo negozio, progettato dagli architetti Alfredo Brillembourg e Alessandro Famiglietti, incarna perfettamente la missione di Banco Lotto N°10. Anche a livello materiale: il concetto di griglia, chiuso e isolato, viene declinato in una struttura aperta e accogliente.