




















FRIULI VENEZIA GIULIA: Giardino Botanico Carsiana (Sgonico - TS). Tra le prossime visite, segnatevi il Giardino Botanico Carsiana, anche perché si trova in una terra bellissima: l'altopiano carsico, all'interno di una dolina nel Comune di Sgonico, a 18 chilometri da Trieste.Creato nel 1964 da un gruppo di studiosi e appassionati, fra cui il dottor Gianfranco Gioitti,che acquistò e mise a disposizione il terreno, curò l'allestimento del giardino botanico per oltre 40 anni e ne fu Horti Praefectus.Il giardino, di 5mila metri quadrati di superficie, raccoglie 600 specie vegetali autoctone del Carso, inserite nei rispettivi ambienti: la boscaglia carsica, i ghiaioni, il bosco carsico, la landa carsica, le rupi costiere, il bosco di dolina, il Carso montano, i corpi idrici e il pozzo carsico. Il paesaggio è strepitoso. Insomma, un'occasione da non perdere!
LOMBARDIA: Parco Nord, Milano: primo esempio di parco metropolitano che comprende zone di forestazione urbana. Grandi prati di fiori selvatici, zone boscose, alternate a zone più formali. Il parco sorge in un contesto tra i più densamente urbanizzati d'Europa, caratterizzato dalla presenza di storiche fabbriche (oggi quasi del tutto scomparse a seguito della de-industrializzazione) e grandi quartieri edilizi che, nel tempo, hanno saldato la periferia nord di Milano al suo hinterland senza alcun disegno urbanistico. Negli anni successivi al 1983 vengono realizzati orti per gli anziani, itinerari ciclopedonali, aree gioco per bambini, impianti sportivi, oltre a stagni e laghetti. Oggi il Parco Nord Milano offre oltre 430 ettari realmente fruibili di verde, organizzati in zone boschive, radure, filari, macchie arbustive, siepi e piccoli specchi d'acqua. All'interno del parco si trova il Teatrino Breda ultimato nel 1994 ai piedi della Montagnetta, risultato del recupero di una struttura industriale dismessa; il Monumento al deportato progettato dall'architetto Belgioioso, dedicato a tutti gli operai delle fabbriche di Sesto San Giovanni arrestati dai nazisti e deportati nei lager; Villa Manzoni con il suo parco; Villa Torretta, villa signorile del XVI secolo interamente affrescata ed oggi sede di un centro congressi.
LAZIO: Centro Botanico Moutan a Vitorchiano (VT): un'intera collina sulla quale crescono migliaia di peone cinesi
PIEMONTE: Vivaio Anna Peyron, Castagneto Po (TO): un vivaio storico immerso in un giardino naturalistico di rose, ortensie e altro ancora (produce rose antiche, ortensie, clematidi, e molto altro)
EMILIA ROMAGNA: Museo Giardino della Rosa Antica , Montagnana, Serramazzoni MO: si trova all'interno di una proprietà di 43 ettari sulle colline modenesi, a metà strada tra Maranello e Serramazzoni. Inaugurato nel maggio del 2003, raccoglie più di 3.600 rose appartenenti a 750 varietà antiche piantate seguendo un ordine botanico, oltre a numerose specie della flora spontanea locale.
TOSCANA: Giardino degli Iris, a Firenze: nasce nel 1954 con lo scopo di ospitare un concorso internazionale annuale, il “Premio Firenze”, per le migliori varietà di Iris. Il Giardino fu allestito su un terreno collinare precedentemente coltivato, per cui la maggior parte delle piante di alto fusto è rappresentata da olivi. Altre piante della tradizione toscana sono state utilizzate in fase di allestimento fra cui: cipressi, alberi di Giuda (Cercis siliquastrum L.), corbezzoli (Arbutus unedo L.), lauri (Laurus nobilis L.) ed alcune varietà di aceri. Il Giardino ospita Iris barbate alte, Iris barbate intermedie, da bordura e nane. Sono presenti anche i Giaggioli siberiani (Iris sibirica, Iris spuria, Iris californica) e, dentro e intorno al laghetto, Iris louisiana, Iris pseudoacorus e le giapponesi Iris kaempferi. Le specie di Iris barbate e non barbate tipiche delle nostre regioni sono rappresentate da Iris pallida, Iris germanica , Iris florentina , Iris setosa, Iris unguicolaris, Iris ochroleuca.
FRIULI VENEZIA GIULIA: Villa del Brandis, a San Giovanni al Natisone (UD): villa settecentesca oggi donata al Comune, ricca di collezioni artistica e immersa in bel parco all'inglese,con magnolie, palme, faggi, carpini, cedri, tigli, grandi tuje ed un suggestivo laghetto centrale
FRIULI VENEZIA GIULIA: Giardino-vivaio Botanica di Santa Marizza, a Vario (UD): un incantevole giardino, con erbe aromatiche, piante mediterranee, erbacee perenni e rose, un laghetto, alimentato da una sorgiva, racchiuso da un piccolo boschetto di bambù, e molte piante da ombra, fra cui feci ed edere, specialità del vivaio
TOSCANA: Arboreto Sperimentale di Vallomborosa, Vallombrosa, Arezzo: una foresta perlopiù di conifere, di grande suggestione, con esemplari enormi. All'interno, anche un Museo Dendrologico, con semi, legni e altre porzioni di alberi
TOSCANA: Botanical Dry Garden, Orbetello (GR): spettacolare giardino annesso al vivaio Piante Mates, tutto con piante resistenti all'aridità e al caldo. Macchie di arbusti sempreverdi e foglie argentate, da teucri, a rosmarini, lavande e tante altre piante da clima mediterraneo s'alternano ai soffici ciuffi della graminacee ornamentali, illuminandosi in primavera ed estate di mille piccoli fiori. Cuore del giardino l'anfiteatro contornato da cipressi, destinato a ospitare concerti e altre rappresentazioni artistiche, e le suggestive installazioni in corten della serie Musicalia, dedicata alla musica, creata da paesaggista Vittorio Peretto.
Cascate del Rio Verde, Borrello, Chieti: Le Cascate del Rio Verde si trovano nella Riserva Naturale Guidata Cascate del Verde, vicino a paese di Borrello, in provincia di Chieti. L'area si estende per 287 ettari, a 800 metri sul livello del mare. Le cascate, le naturali più alte d' Italia, sono formate da un triplice salto che complessivamente misura 200 metri. La vegetazione è tipicamente mediterranea, con dominanza di leccio (Quercus ilex) e roverella (Quercus pubescens). Tra gli animali, vivono qui la puzzola, il gatto selvatico, la lontra e il merlo acquaiolo, uccello tipico delle sorgenti con cascate
Fiume Tirino e le escursioni in canoa, Pescara: Nel Parco Nazionale del Gran Sasso, nella provincia di Pescara, in Abruzzo, tra fitte pareti di vegetazione, scorre per 25 chilometri il fiume Tirino, conosciuto in tutta Europa per le sue acque, tra le più limpide e pulite. Nel piccolo paese di Bussi sul Tirino è stata fondata una cooperativa, Il Bosso, che coniugando turismo responsabile ed educazione ambientale, promuove diverse attività estive, tra cui l'escursione in canoa fino alla sorgente del fiume Tirino. Partendo da un braccio del fiume in località San Martino, nel comune di Capestrano (AQ), si risale controcorrente il corso d'acqua fino alle sorgenti di Capo d'Acqua, a bordo di canoe canadesi, accompagnati da guide esperte, per scoprire la storia e le tradizioni di questo angolo verde e selvaggio d'Abruzzo. Al termine dell'escursione, a dimostrazione della bontà dell'acqua i visitatori sono non solo invitati a tuffarsi nelle sue acque cristalline, ma anche a berle e ad assaggiare l'erba tipica che cresce rigogliosa sott'acqua: la sedanina. L'escursione si chiude con la celebrazione del suono della natura: il ritorno avviene infatti in silenzio, trasportati dalla corrente, concentrati a cogliere fruscii e canti.
Altopiano di Campo Imperatore, Gran sasso, Abruzzo (in realtà anche da aprile): la straordinaria flora. Quella rupicola popola ghiaioni e fessure rocciose con gli eleganti papaveri alpini (Papaver degenii e Papaver julicum), la rara stella alpina dell'Appennino (Leontopodium nivale) il genepì (Artemisia umbelliformis subsp. eriantha). Numerosi altri fiori rari e specie uniche popolano questo ambiente montano, collaborando con fiori meno inusuali alle straordinarie e spettacolari fioriture che in primavera ed estate accendono di colore le infinite praterie: i primi crochi (Crocus albiflorus) insieme a Scilla bifolia e Gagea fistulosa; il timo, i trifogli, i ranuncoli, gli anemoni, le pulsatille, le genziane e specie inusuali come la Valeriana tuberosa o le orchidee spontanee quando la stagione si fa più calda e verdeggiante. Tra le numerose specie endemiche si può ricordare Cynoglossum magellense, Saxifraga porophylla e la Viola eugeniae subsp. eugeniae, esclusiva dell'Appennino, dal portamento minuto ma dall'esuberante fioritura, capace di ricoprire prati interi per chilometri e chilometri.
SICILIA: Giardini dell'Impossibile o Giardino Ipogeo di Villa Margherita, isola di Favignana (TP): un giardino spettacolare realizzato dalla proprietaria all'interno di alcune cave di tufo esaurite, presenza caratteristica dell'isola.
SARDEGNA: Giardino-vivaio I Campi, Milis, Oristano: il vivaio è specializzato nella produzione di Hemerocallis, erbacee perenni, graminacee e altre piante adatte ai giardini aridi o che richiedono il minimo di annaffiatura. Il giardino è invece strutturato per essere un'esposizione di tutte le piante in produzione, che sono scelte per il clima mediterraneo e in particolar modo per quello sardo, molto piovoso in inverno e caldo e siccitoso in estate.è noto per la collezione di Hemerocallis: ibridi moderni e rifiorenti, specie botaniche e varietà antiche. Offre inoltre una collezione di piante mediterranee insolite, piante per giardini aridi particolarmente indicate in Sardegna.
SARDEGNA: Valle del Rio Cannas, Cagliari: La gola del Rio Cannas/Picocca è un territorio di ripide e inaccessibili pareti granitiche scavate dall'acqua nel tempo, sul cui fondo fra fitti oleandri scorre un fiume dalle acque limpidissime. Dopo un lungo percorso tra le montagne del Sarrabus (nella Sardegna sud-orientale) il Rio Cannas affluisce nel Rio Ollastu ed entrambi i fiumi perdono il loro nome originale e diventano così il Rio Picocca che prosegue verso la costa. Il torrente Picocca in estate e in autunno è quasi asciutto, ma con l'arrivo delle piogge invernali può gonfiarsi fino a rendersi pericoloso. Lungo il percorso sono presenti numerosi monumenti naturali, come per esempio “l'Arco dell'Angelo”, sito roccioso che si trova alla confluenza del torrente con il Rio Cannas, oppure i numerosi massi arrotondati che si ergono imponenti lungo il canyon. La vegetazione presente lungo i rii e quella tipica della macchia maditerranea. Spiccano tuttavia, per maestosità e fioriture, i numerosi esemplari di oleandro (Nerium oleander) che hanno colonizzato gran parte delle sponde dei torrenti. Poco distante dalla valle del rio Cannas/Picocca, si trova il Parco Naturale dei Sette Fratelli, tra i più estesi parchi della Sardegna, ricco di endemismi e particolarità vegetali e faunistiche. Le montagne sono ricoperte per la maggior parte da una rigogliosa lecceta e da querce da sughero e sono l'habitat naturale del cervo sardo. Qui vivono anche aquile Reali, il gatto selvatico, la martora, il cinghiale, il muflone e il daino.
SARDEGNA: Parco Guarda di Gesturi e i cavallini selvatici, a Tuili (VS): all'interno del Parco della Giara di Gesturi vivono i cavallini della Giara, tipica razza sarda che viene da un incrocio tra il cavallo normale e il pony. Per questo, la loro caratteristica principale è la bassa statura, al massimo un metro e venti di altezza, che si è adattata perfettamente all'ambiente che li circonda, un altopiano con cibo e acqua abbondanti in inverno e primavera, scarsi in estate e autunno. Vivono allo stato brado, ma di tutta la Sardegna è possibile osservarli solo in quest'area dell'isola. Il loro ambiente di vita è caratterizzato da una vegetazione ricca della macchia mediterranea, con specie botaniche autoctone, lecci (Quercus ilex) e quercia da sughero (Quercus suber).
LIGURIA: Riserva Naturale dell'Adelasia. Situata nel territorio di Ferrania, interamente nel comune di Cairo Montenotte, la Valle del Rio Ferranietta, meglio conosciuta ai locali come la “Valle dei Casotti”, è rimasta inalterata nei secoli, un unico grande feudo passato nelle mani di diversi padroni ma che ha sempre vissuto sul connubio uomo-natura. Si parte dalla storia del leggendario Aleramo e di sua moglie Adelasia, che per primi resero famosa questa valle e poi i loro discendenti e via via tutte le proprietà che si sono alternate su questo territorio, sfruttandone sempre le sue risorse e rendendo questi luoghi fertili e produttivi. La Valle dei Casotti è ora quasi interamente di dominio pubblico e sul suo territorio è stata istituita la Riserva naturale Regionale dell'Adelasia. La Riserva si estende per oltre milleduecento ettari nella parte superiore e naturalisticamente più integra del bacino del Rio Ferranietta. Boschi di svariate specie arboree, zone umide, aree carsiche con grotte di notevole importanza, sorgenti che danno vita a limpidi ruscelli, pascoli, flora e fauna sono salvaguardati in questi territori selvaggi ed incontaminati.
UMBRIA: Parco delle Fonti del Clitunno, Fonti del Clitunno, Spoleto: le Fonti del Clitunno sono un luogo di incanti situato lungo la via Flaminia, fra Spoleto e Foligno, nel comune di Campello sul Clitunno. Di fatto si tratta di un parco naturalistico che custodisce le sorgenti del fiume Clitunno, cantate da così tanti poeti (da Virgilio a Giovenale, da Byron a Carducci), da essere conosciute anche come “Le Sorgenti dei Poeti”. Il parco, di 10.000 metri quadrati, è recintato e aperto al pubblico tutto l'anno. Le acque sorgive danno luogo a una successione di rigagnoli, polle, pozze, e a un piccolo lago, dalle acque cristalline, che, grazie alla vegetazione che lo circonda, acquistano incredibili sfumature dal verde, al turchese, all'azzurro, al blu. Vi vivono cigni e altri uccelli acquatici, pesci, anfibi, piante palustri e acquatiche, come equiseti, Myosotis palustri, Ranunculus aquatilis, e vi si specchiano pioppi cipressini e salici piangenti (Salix babylonica). Gli antichi Romani ritenevano sacre le sorgenti, che fino al terremoto del 440 d.C. erano assai più abbondanti, poiché pensavano che nelle acque del fiume da loro creato abitasse il dio Giove Clitunno. Lo celebravano con feste primaverili, dette Clutunnali. Poco oltre, costruirono il Tempietto del Clitunno, dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.
TRENTINO ALTO ADIGE: Arte Sella è una manifestazione internazionale di arte contemporanea, nata nel 1986 e sin da subito creata per svolgersi all'aperto, sui prati di questi luoghi e nei bellissimi boschi della Val di Sella. Il progetto artistico vuole essere non solo un' esposizione qualificata di opere d'arte, ma anche e soprattutto un processo creativo: l'opera è seguita giorno per giorno nel suo crescere e l'intervento dell'artista deve esprimere il rapporto con la natura basato sul rispetto, traendo da essa ispirazione e stimolo. Si tratta solitamente di opere tridimensionali, questo perché ottenute con sassi, foglie, rami o tronchi; più raramente sono utilizzati oggetti, materiali o colori artificiali e sono collocate all'aperto: il visitatore può così vedere le opere e allo stesso tempo godere delle particolarità ambientali del luogo. Alla chiusura della manifestazione le opere sono abbandonate a sè stesse, affinché si inseriscono nel tempo nel ciclo vitale della natura. Fra le opere presenti più importanti si segnala la prima Cattedrale Vegetale, realizzata nel 2001 dall'artista lodigiano Giuliano Mauri. Situata in una radura presso “Malga Costa” è costituita da oltre tremila rami intrecciati, a formare una una cattedrale a tre navate, con ottanta colonne alte 12 metri su 1220 metri quadrati di superficie. All'interno di ogni colonna è collocata una pianta carpino, che, una volta cresciuta dovrebbe prendere il posto della struttura attuale, destinata a marcire e a scomparire.
TOSCANA: Museo del Ricamo – Palazzo Rospigliosi, Pistoia: situato a pianterreno dello splendido Palazzo Rospigliosi, nel centro storico di Pistoia, il Museo del Ricamo espone una collezione di preziosi ricami – “ricamo sacro” e “ricamo pistoiese”- realizzati dal XVII al XX secolo, oltre agli strumenti e alle tecniche di lavorazione della tradizionale arte del ricamo pistoiese. L'arte del ricamo si sviluppò infatti nel Pistoiese dal XVII secolo, per essere poi tramandata nel corso dei secoli dalle monache dei monasteri di clausura, dai collegi femminili e in seguito da vere e proprie scuole-laboratorio di ricamo. I tessuti ricamati erano destinati prevalentemente ai corredi per la casa e alla biancheria personale delle famiglie più ricche, come simbolo di prestigio e agiatezza, oltre che per gli arredi e gli abiti d'uso ecclesiastico. Su tutti, prevalgono i temi floreali, ma vi sono anche volute dorate, insetti, forme geometriche, numeri, tutti di preziosa fattura, fatti di innumerevoli piccoli punti e sfilati, che ci conducono in un mondo incantato. Il percorso del museo si articola in due sale, dedicate la prima alla vita domestica (i cosiddetti ricami in bianco) e la seconda ai ricami sacri. Nella prima sala è esposta la biancheria per la casa e il corredo personale, tra i quali spicca il prezioso abito in stile Impero appartenuto alla famiglia Sozzifanti, probabilmente comprato per la giovane sposa Alessandra Rospigliosi. Nella seconda sala si ammirano alcuni preziosi arredi e abiti ecclesiastici ricamati. Uno dei tesori più insoliti è lo splendido Arazzo “Millefiori”: fiammingo, della prima metà del '500, non si sa esattamente perché sia giunto a Pistoia e quale uso avesse, ma la perfezione della fattura e dei dettagli - piante e animali - lascia stupiti . Posto in una grande stanza al buio, le luci artificiali ne esaltano e risaltano il disegno e i colori (la seta di alcuni ricami brilla), è giunto quasi intatto attraverso i secoli: ed è cosa rara per manufatti così delicati. Su un fondo blu notte, è realisticamente riprodotto un enorme prato fiorito, con pochi animali e nessun umano: rose, viole, iris, gigli, primule, margherite e dente di leone, piante umili e comuni, che è un gioco trovare e riconoscere.
La piena primavera riapre giardini di ville storiche, percorsi botanici, musei e vivai. Dalla Sardegna al Friuli, i consigli di Margherita Lombardi, fondatrice della piattaforma Italian Botanical Trips (www.italianbotanicaltrips.it) che raccoglie 54 itinerari fra arte, natura e storia
