L'American Colony era in origine una colonia fondata da Horatio e Anna Spafford, due americani scampati all'incendio di Chicago nel 1871 e ad altre disavventure. Per scelta di vita fondarono una comunità crisitana e si trasferirono a vivere a Gerusalemme, lontani da dissidi e tristezze, e qui operarono come benefattori, mettendo a servizio della popolazione le proprie abilità artigianali e i propri saperi. Della comunità facevano parte diversi medici e infermieri grazie ai quali crearono un day hospital per i bambini malati di Gerusalemme che non potevano permettersi le cure. L'ospedale Spafford Children's Center è in funzione ancora oggi. Courtesy American Colony.
L'ingresso dell'American Colony. La colonia, a un quarto d'ora a piedi dalla città vecchia, è diventata albergo nel 1902 su invito del Baron Plato Von Ustinov che aveva bisogno di un luogo per ospitare i suoi frequenti ospiti europei e americani. Oggi un raffinato cinque stelle della collezione dei Leading Hotels of the World, che garantisce sense of place e alti standard di ospitalità.
Una junior suite. Le camere sono 96 suddivise in diverse strutture, ex appartamenti, magazzini e stalle della colonia originale.
Le camere più prestigiose, come la Penthouse di questa foto, sono ricavate negli appartamenti delle mogli del Pascià, primissimo proprietario della struttura.
Una suite su due piani. Foto Courtesy American Colony
Il bar all'aperto, uno dei luoghi di ritrovo dell'American Colony. Foto Courtesy American Colony
La piscina. Foto Courtesy American Colony
Il ristorante nel patio dove si fa la prima colazione e il pranzo con i tipici antipasti medio orientali, tra cui un buonissimo hummus di ceci. Foto Courtesy American Colony
Il giardino delle erbe, oasi di relax. Foto Courtesy American Colony
La vista da una suite sul parco che collega tutti i corpi dell'hotel e sulla città in fondo. Foto di Sara Magro.
Il Bookstore, unica libreria a Gerusalemme dove si trovano in ugual numero testi filo palestinesi e filo israeliani. Oltre ai testi politici, titoli di cucina, romanzi e poesia. Dietro al banco, Mahmoud Muna, gestore, scrittore e storico. Foto di Sara Magro
Il negozio zeppo di oggetti di antiquariato e gioielli, davanti alla reception. Munir, il proprietario, è lì da 30 anni, praticamente un'istituzione. È un saggio, una sorta di giudice di pace a cui si rivolgono tutti per piccole questioni, che in Palestina si sistemano tuttora con la “solfa”, una tribunale costituito da amici e parenti che decidono torti e ragioni di liti e conflitti. Foto di Sara Magro
Il Cellar Bar in cantina, uno dei ritrovi preferiti nei mesi freddi. Il suo soprannome è Casablanca, per gli incontri inusuali e informali che vi si fanno.
L'archivio dell'American Colony, straordinaria collezione di fotografia, stampe boraniche, dischi, libri, manufatti conservati in un appartamento all'interno dell'hotel arredato e decorato come le case dei coloni. Si visita solo su appuntamento. Foto di Mikaela Burstow. Courtesy American Colony