Oltre 200 oggetti figurativi, dagli erbari storici alle illustrazioni botaniche, alle stampe in nature printing e xiloteche, ma anche fotografie moderne e immagini ad alta tecnologia. Inaugura il 13 gennaio a Palazzo del Governatore di Parma “Impronte. Noi e le piante”, una mostra che indaga il rapporto inesauribile che lega umanità e natura, botanica e immagini, scienza e arte. Articolata in un percorso in dieci sessioni, ripercorre il filo della memoria naturale che da sempre l’uomo cerca di cogliere e fissare, dalla carta degli erbari alle odierne immagini satellitari dei censimenti arborei, passando per illustrazioni, taccuini, modellini, fino alle risonanze magnetiche e sguardi ai raggi X. Al centro, ideale e concreto raccordo tra le epoche, l’installazione audiovisiva Artificial Botany, a cura di fuse, che esplora suggestioni e capacità espressive delle illustrazioni botaniche classiche attraverso l’uso di moderni algoritmi di apprendimento automatico.
In scena, da uno spazio all’altro, si trovano esposti gli erbari di personaggi che hanno cercato di diffondere il sapere botanico, come quello di Luigi Gardoni, la “donazione regale” di modelli di funghi in cera acquistati da Maria Luigia d’Austria per l’Orto Botanico di Parma, e poi storie, notizie e curiosità da scoprire con QR-code e video. I materiali provengono da collezionisti locali, dal Real Jardin Botanico di Madrid e dai più importanti orti botanici italiani, quello di Padova, Bologna, Pavia, ma anche dall’Erbario Centrale Italiano di Firenze ed Enti Oliveriani di Pesaro. Ovunque, la leva della bellezza è usata per mostrare quanto sia cambiato nei secoli il nostro modo di guardare le piante e, con esso, la nostra opinione su di esse.
In scena, da uno spazio all’altro, si trovano esposti gli erbari di personaggi che hanno cercato di diffondere il sapere botanico, come quello di Luigi Gardoni, la “donazione regale” di modelli di funghi in cera acquistati da Maria Luigia d’Austria per l’Orto Botanico di Parma, e poi storie, notizie e curiosità da scoprire con QR-code e video. I materiali provengono da collezionisti locali, dal Real Jardin Botanico di Madrid e dai più importanti orti botanici italiani, quello di Padova, Bologna, Pavia, ma anche dall’Erbario Centrale Italiano di Firenze ed Enti Oliveriani di Pesaro. Ovunque, la leva della bellezza è usata per mostrare quanto sia cambiato nei secoli il nostro modo di guardare le piante e, con esso, la nostra opinione su di esse.
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