Rendering 3D del nuovo MoMa costato 450 milioni di dollari dalla 53esima strada (credit: © 2017 Diller Scofidio + Renfro)
L’ingresso dalla 53esima strada ai nuovi spazi espositivi, ingranditi del 30% (credit: Iwan Baan, courtesy of MoMA)
Il Blade stair atrium visto dall'esterno; il progetto è firmato dallo studio di archistar Diller Scofidio + Renfro in collaborazione con Gensler (credit: Iwan Baan, courtesy of MoMA)
La lobby con la biglietteria e il Flagship museum store che attraverso le grandi vetrate avvicina la città al museo (credit: Iwan Baan, courtesy of MoMA)
Una delle nuove esposizioni principali è dedicata alle opere di Betye Saar, artista ora 93enne che ha guidato la Black women revolution nell'arte; in suo onore le pareti del MoMa si sono colorate per la prima volta di viola scuro, scelto dall'autrice (credit: © 2019 The Museum of Modern Art, foto: Heidi Bohnenkamp)
L'opera iconica di Betye Saar «Black Girl’s Window», che rappresenta il mondo interiore dell'artista, visto da una finestra. Il nuovo MoMa ha quintuplicato le opere di artiste donne rispetto al passato (credit: © The Museum of Modern Art, New York, foto di Rob Gerhardt)
Anche gli spazi di transito del nuovo MoMa sono punteggiati da installazioni, come questa di Yoko Ono, «PEACE is POWER» (credit: 2019 The Museum of Modern Art, foto Heidi Bohnenkamp)
La lobby del MoMa è costellata di opere, installazioni ed esposizioni aperte al pubblico, con entrata libera. L'iconica «hello again» di Haim Steinbach è un omaggio a Steve Jobs ma anche un augurio per il nuovo MoMa, rimasto chiuso per mesi per riaprire il 21 ottobre completamente reinventato nella formula e negli spazi (credit: © 2019 The Museum of Modern Art, foto Heidi Bohnenkamp)
Nel nuovo MoMa è possibile ammirare anche le opere iconiche della collezione permanente, come quelle di Vincent van Gogh e di Claude Monet (come le «Water lilies» nella foto). Ma ogni sei mesi il 30% della collezione ruoterà, per spingere i visitatori a tornare spesso (credit: © 2019 The Museum of Modern Art, foto Kurt Heumiller)
«Energy» è l'installazione inaugurale del MoMa creata dalla curatrice senior e direttore Ricerca & Sviluppo, Architettura & Design, l'italiana Paola Antonelli, reduce dal successo di «Broken nature!» alla Triennale di Milano.L'esposizione è dedicata a tutte le forme di energia; quella cinetica è rappresentata dall'opera Massoud Hassani che è uno sminatore mosso dal vento funzionante: rotolando sui terreni dell'Afghanistan fa detonare le mine e può essere poi ricreato ricomponendo i pezzi di bambù (credit: MoMa)