La signora Lucia Rispoli circondata dagli oggetti in mostra nella casa-museo «Club Napoli Saverio Silvio Vignati - La storia continua», nel quartiere di Miano. Lucia, 75 anni e 11 figli, è stata cuoca e governante di casa Maradona durante tutti i suoi anni napoletani. Lei ed il marito Saverio Silvio, che fu per oltre trent’anni custode dello stadio San Paolo e degli spogliatoi del Napoli e a cui è intitolato il Fan Club, sono state figure molto vicine al calciatore nella sua sfera più intima; una grande famiglia, umile e unita, con cui il campione ha sempre avuto un rapporto speciale. Un rapporto fatto di stima, rispetto e un affetto sincero per quella che Maradona ancora oggi chiama «La mia mamma napoletana». Napoli, agosto 2020. © Paolo Vezzoli
Un ritratto a matita di Diego Armando Maradona a fianco di due stampe di papa Giovanni Paolo II e papa Francesco all’interno del Bar Nilo. Napoli, agosto 2020. © Paolo Vezzoli
Un adesivo di Santo Diego a pochi passi da via Toledo. Napoli, agosto 2020. © Paolo Vezzoli
Uno dei molti esempi di street art ispirata a vecchi scatti in bianco e nero realizzate dall’artista San Spiga nei vicoli dei Quartieri Spagnoli. Napoli, agosto 2020. © Paolo Vezzoli
Finiture dei particolari di una statuetta realistica raffigurante Maradona all’interno della bottega storica dei fratelli Gambardella a vico Figurari. Napoli, agosto 2020. © Paolo Vezzoli
Un’edicola votiva dedicata al Pibe de Oro e al Napoli campione d’Italia in via San Gregorio Armeno. Napoli, agosto 2020. © Paolo Vezzoli
Una delle moltissime statuette ispirate a Maradona in vendita a San Gregorio Armeno, la «via dei presepi» e degli artigiani della terracotta. A differenza di altri soggetti, l’amato numero 10 è sempre ritratto in maniera solenne e reverenziale, un rispetto riservato a pochi simboli della napoletanità quali Eduardo De Filippo, Totò e San Gennaro. Napoli, agosto 2020. © Paolo Vezzoli
Una veduta del Vesuvio all’imbrunire da viale Vittorio Emanuele. Sul muretto una scritta recita «TI AMO ♡». Napoli, agosto 2020. © Paolo Vezzoli
Antonio «Bostìk», barista, in posa davanti al murales storico di Maradona del 1990 a largo degli Artisti nei Quartieri Spagnoli, mostrando la foto in cui, da giovane ultras, avvicinò il capitano a bordocampo al termine di una partita. Napoli, agosto 2020. © Paolo Vezzoli
Daniel, studente colombiano appassionato di calcio, posa indossando una t-shirt celebrativa ispirata a quella della stagione 1987-88 con la doppia coccarda tricolore dello Scudetto e della Coppa Italia conquistati l’anno precedente. «Napoli è la città più sudamericana d’Europa», sostiene Daniel, che sta ultimando un Master in Corporate Communication and Media all’Università degli Studi di Salerno, con una tesi dedicata proprio alla figura di Diego Armando Maradona. Napoli, agosto 2020. © Paolo Vezzoli
Aldo, venditore ambulante e artigiano, indossa orgoglioso la sua nuova mascherina con il numero 10 e l’effigie del campione argentino, capitano eterno. Napoli, agosto 2020. © Paolo Vezzoli
Il famoso altarino del «capello miracoloso di Maradona» con lacrime napoletane del 1991 custodito nel Bar Nilo. Bruno, il gestore, rinvenne la ciocca di capelli sul poggiatesta del sedile al termine di un volo Alitalia nel 1985, facendone subito una reliquia. Il sito è diventato negli anni luogo di culto profano per tifosi e appassionati provenienti da tutto il mondo. Napoli, agosto 2020. © Paolo Vezzoli
Una veduta dei murales giganti realizzati nel 2018 dallo street artist napoletano Jorit sui palazzi del quartiere San Giovanni, soprannominato «Bronx». Maradona «Dios umano» è ritratto nella sua maturità in modo iperrealista, nello stile inconfondibile del giovane artista. Sulle due facciate diametralmente opposte delle enormi costruzioni popolari, lo stesso autore ha realizzato il più grande ritratto al mondo di Ernesto «Che» Guevara. Il progetto di arte sociale di Jorit e del Comune di Napoli prevede la realizzazione di opere dal forte contenuto simbolico in alcuni dei quartieri più difficili e svantaggiati della città, cercando attraverso la street art di favorirne l’inclusione all’interno del tessuto turistico cittadino. Napoli, agosto 2020. © Paolo Vezzoli
Simone mostra un tatuaggio realistico di Maradona sul suo petto. Molti giovani ultras, nati come lui durante l’epoca d’oro di quel Napoli vittorioso, portano impresso sulla propria pelle l’idolo della città e campione simbolo della loro generazione. Napoli, agosto 2020. © Paolo Vezzoli