<b>Status symbol Elefante africano</b> The National Wildlife Property Repository, U.S. Fish and Wildlife Service, Denver, Colorado, Stati Uniti d’America “Questi due sgabelli sono solo un esempio dei molti oggetti profondamente inquietanti contrabbandati in tutto il mondo. Il Servizio della Fauna e della Flora Selvatica degli Stati Uniti conserva in un magazzino a Denver, in Colorado 1,5 milioni di articoli sequestrati. I carrelli sono utilizzati per spostare gli oggetti confiscati all’interno del magazzino. Ho collocato le parti del corpo su questo sfondo per ridare un po’ di dignità agli oggetti e rendere omaggio agli animali che hanno perso la vita nel nome del prestigio sociale, dell’avidità e dell’intrattenimento.” - Britta Jaschinski Negli ultimi 10 anni, l’Italia ha importato legalmente 129 trofei di elefante. Durante lo stesso periodo, l’UE ne ha importati 1.819, mentre a livello globale, sono stati esportati 6.644 trofei di elefanti africani.
<b>Sterminare interi branchi Cercopiteco verde</b> Squadra CITES della Polizia di Frontiera, Dogana dell’aeroporto di Heathrow, Londra, Regno Unito “Il primo pensiero è stato che fosse una famiglia di cercopitechi verdi. Molto probabilmente, come minimo, un branco, tutti uccisi nello stesso momento. Ho appreso dall’agente doganale che alcuni credono che i teschi di scimmia proteggano dagli spiriti maligni. Ma forse i cacciatori vogliono mostrare di che cosa sono capaci esponendo più teste ottenute in una sola battuta? Secondo me, questo non dimostra alcuna particolare abilità o coraggio, poiché la maggior parte delle scimmie è piuttosto mansueta e abituata alla presenza umana. Vivono in società complesse e si presentano in gruppi, il che le rende un bersaglio facile. Può darsi che i cacciatori abbiano distribuito la carne tra i locali (probabilmente per ottenere il loro consenso) e tenuto per sé solo i teschi.” - Britta Jaschinski
<b>Felinoteca Tigre, leopardo, giaguaro</b> The National Wildlife Property Repository, U.S. Fish and Wildlife Service, Denver, Colorado, Stati Uniti d’America “Migliaia di grandi felini, spesso provenienti da specie minacciate, vengono uccisi con fucili, archi e altre armi da cacciatori che pagano ingenti somme di denaro per avere questo ‘privilegio’. Più raro e impressionante è l’animale, più sono disposti a pagare. La caccia ai trofei può influenzare negativamente la sopravvivenza delle specie e minare gli sforzi di conservazione, poiché i cacciatori prendono spesso di mira specie rare e minacciate o animali con imponenti caratteristiche fisiche, rimuovendo individui essenziali per la riproduzione e per la stabilità dei gruppi sociali.” – Britta Jaschinski. Negli ultimi 10 anni, l’Italia ha importato legalmente 55 trofei di leopardo; l’Ue ne ha importati 1.440. L’Italia è responsabile di 1 dei 2 trofei di giaguaro importati nell’Ue durante questo periodo e di 1 dei 25 trofei di tigre.
<b>Operazione orso polare Orso polare</b> Squadra CITES della Polizia di Frontiera, Dogana dell’aeroporto di Heathrow, Londra, Regno Unito “Un funzionario CITES trasporta la pelle di un orso polare confiscata durante una importante operazione internazionale per contrastare il commercio illegale di fauna selvatica. Le unità operative sono riuscite a sequestrare centinaia di prodotti realizzati con specie vegetali e animali minacciate o in pericolo di estinzione. Attualmente, l’orso polare è classificato come ‘vulnerabile’ sulla base della riduzione della sua popolazione globale prevista a causa della perdita del suo habitat, i ghiacci marini. La perdita, dovuta al cambiamento climatico, è una grave minaccia per gli orsi polari, eppure, in gran parte del loro habitat ghiacciato, è legale abbatterli come trofei.” - Britta Jaschinski Negli ultimi 10 anni, l’Italia ha importato legalmente 9 trofei di orso polare. L’Ue ha importato 110 dei 184 trofei di orso polare esportati a livello globale, rappresentando quasi il 60% del commercio mondiale.
<b>Artigli non gioielli Leone</b> The National Wildlife Property Repository, U.S. Fish and Wildlife Service, Denver Colorado, Stati Uniti d’America “Mi è stato detto che il leone rappresenta potere, coraggio e valore. Un numero crescente di leoni selvatici in Africa è massacrato per i denti, gli artigli e le zampe. Forse le persone isolano una piccola parte di una specie potente, come se fosse l’essenza dell’animale, nel tentativo di acquisirne gli attributi? Più di 11.500 oggetti provenienti da leoni africani sono stati esportati in tutto il mondo tra il 2011 e il 2020, secondo la CITES. Se non riusciamo a proteggere le specie più iconiche, quale speranza c’è per le altre?” - Britta Jaschinski Negli ultimi 10 anni, l’Italia ha importato legalmente 59 trofei di leone; l’Ue ne ha importati 1.906 dei 5.956 esportati globalmente.
<b>I molti usi dell’orso Orso bruno</b> The National Wildlife Property Repository, U.S. Fish and Wildlife Service, Denver Colorado, Stati Uniti d’America “Continuavo a chiedermi: ‘Chi mai farebbe una cosa del genere? Chi vorrebbe davvero girare in ciabatte confezionate da vere zampe d’orso?’ È uno scherzo? Si suppone che faccia ridere? Spesso, durante questi servizi fotografici, è estremamente deprimente interiorizzare tutto ciò. Da quello che so, in passato gli orsi venivano venerati in molte parti del mondo ma oggi quella ‘venerazione’ si è trasformata in caccia al trofeo e nella ricerca di parti del corpo di orso per realizzare vestiti, pantofole e ninnoli. I cacciatori di trofei pensano davvero di acquisire la forza e la nobiltà dell’orso? Un cacciatore una volta mi disse che uccidere un animale selvatico lo faceva sentire potente.” – Britta Jaschinski Negli ultimi 10 anni, l’Italia ha importato legalmente 18 trofei di orso bruno. L’Ue ha importato 1.885 dei 4.381 trofei di orso bruno esportati a livello globale.
<b>La sedia di Ocelot Ocelot</b> The National Wildlife Property Repository, U.S. Fish and Wildlife Service, Denver, Colorado, Stati Uniti d’America “Trovando questo oggetto al valico di frontiera, ho pensato che fosse una sedia antica, che già di per sé rappresentava l’estrema prevaricazione sull’animale. Invece, si è rivelato non essere un oggetto del passato, bensì un pezzo appena assemblato. Ad ogni modo, è un segno di disprezzo per la funzione della specie all’interno del suo ecosistema. Questi felini sono stati cacciati per la loro pelliccia altamente pregiata sin dall’epoca degli Aztechi. A causa delle loro dimensioni relativamente piccole, per realizzarne un singolo coprispalle venivano uccisi venticinque ocelot. Decenni di duro lavoro hanno accresciuto la consapevolezza in merito alla precaria situazione dell’ocelot e, per fortuna, hanno visto diminuire la domanda per la loro pelliccia. Ciononostante, molti ocelot vengono ancora cacciati per il disegno unico del loro manto.” - Britta Jaschinski
<b>Operazione tigre Tigre</b> Squadra CITES della Polizia di Frontiera, Dogana dell’aeroporto di Heathrow, Londra, Regno Unito “È impressionante vedere come gli agenti lavorino instancabilmente per ottenere informazioni sugli articoli trasportati dai cacciatori di trofei. Gli agenti doganali CITES sono considerati leader mondiali nel loro campo, e in questo caso hanno confiscato una pelle di tigre. Centinaia di grandi felini, comprese specie minacciate o in pericolo, sono uccisi dai cacciatori di trofei ogni anno. I cacciatori di trofei preferiscono uccidere gli animali più grandi e più forti, il cui prelievo causa una diminuzione della popolazione di tigri. Lo stesso vale per leoni e leopardi, tra le altre specie.” - Britta Jaschinski Negli ultimi 10 anni, l’Italia ha importato legalmente 1 dei 4 trofei di caccia di tigre importati nell’Ue. A livello globale, sono stati esportati 25 trofei di tigre durante questo periodo.
<b>Tre proiettili Tigre del Bengala</b> The National Wildlife Property Repository, U.S. Fish and Wildlife Service, Denver, Colorado, Stati Uniti d’America “Ho scoperto che la precisione dei tre proiettili che hanno lasciato questi segni indica che questa tigre probabilmente è stata mantenuta in cattività o addirittura allevata per essere uccisa. Il XX secolo ha visto l’ascesa di un nuovo ‘sport’: la cosiddetta ‘caccia in scatola’ (canned hunting). Le tigri, e più spesso i leoni, possono essere abbattuti in gabbie o all’interno di spazi recintati o colpiti dall’alto di pedane, utilizzate solitamente per gettare loro del cibo. Alcuni animali sono mansueti e hanno poca paura degli esseri umani, mentre altri possono addirittura essere legati a un palo o drogati prima di essere abbattuti. La caratteristica distintiva di una caccia in scatola è che le probabilità di prevalere sull’animale sono state manipolate artificialmente. La caccia in scatola, il commercio di ossa, oltre alle strutture che offrono esperienze turistiche di interazione con i cuccioli di tigre, sono tutti strettamente collegati.” - Britta Jaschinski
<b>Cacciati fino all’estinzione Zebra, orso polare e altri animali</b> Squadra CITES della Polizia di Frontiera, Dogana dell’aeroporto Heathrow, Londra, Regno Unito “I magazzini e depositi dei valichi di frontiera traboccano di casse e scatole piene di oggetti sequestrati ai cacciatori di trofei, che magari hanno cacciato senza licenza o hanno abbattuto illegalmente animali protetti. Sono stati infatti scoperti casi di caccia a specie in pericolo critico di estinzione e persino ad animali estinti in natura, allevati in strutture apposite solo per essere poi destinati alla caccia al trofeo. Un report globale* ha lanciato l’allarme: un milione di specie animali rischia l’estinzione. Secondo la CITES, tra il 2013 e il 2022, sono stati esportati in tutto il mondo oltre 145.596 trofei provenienti da specie protette.” - Britta Jaschinski Negli ultimi 10 anni, l’Italia ha importato legalmente 492 trofei di caccia provenienti da mammiferi elencati nella CITES. Nello stesso periodo, l’UE ha importato 27.406 dei 145.596 trofei di caccia esportati a livello globale.
<b>Apribottiglie ruggente Leone</b> Squadra CITES della Polizia di Frontiera, Dogana dell’aeroporto Heathrow, Londra, Regno Unito “Proprio quando pensavo di aver visto tutto. Zampe di leone trasformate in apribottiglie? Sono questi i momenti in cui mi vergogno di appartenere al genere umano. I funzionari hanno spiegato di aver confiscato le zampe insieme alla testa di un grande leone maschio montata su legno. La caccia ai trofei, la caccia in scatola, il commercio di ossa, oltre alle strutture che offrono esperienze turistiche per ‘accarezzare cuccioli di leone’ e ‘passeggiate con i leoni’ sono tutti strettamente collegate. I leoni sono rivenduti da una struttura all’altra, fino a quando le loro ossa non vengono commercializzate nell’l’Estremo Oriente.” - Britta Jaschinski Negli ultimi 10 anni, l’Italia ha importato legalmente 59 trofei di leone; l’Ue ne ha importati 1.906 dei 5.956 esportati globalmente.
<b>L’insaziabilità dell’essere umano Barracuda, Elefante asiatico, Bucerotide</b> Istituto Leibniz per l’Analisi del Cambiamento della Biodiversità (LIB), Amburgo, Germania “Che si tratti del mare, della terra o dell’aria, per molte specie non c’è scampo. Ogni anno, ne vengono prese di mira e commercializzate sempre di più a livello globale. Nessun paese è immune da queste attività che impattano negativamente sulla biodiversità, sulla salute umana, sulla sicurezza nazionale e sullo sviluppo socioeconomico, mentre portano profitti alle operazioni illegali di gruppi criminali o rendono più vari i macabri hobby legali di pochi. Il saccheggio su scala industriale delle risorse del pianeta è insostenibile e sta già influenzando anche l’umanità.” - Britta Jaschinski
Per il poster dell’esposizione è stata utilizzata la foto Licenza di uccidere. Raffigura un trofeo di zebra di Grévy o zebra imperiale, custodito al The National Wildlife Property Repository, U.S. Fish and Wildlife Service, Denver, Colorado, Stati Uniti d’America. “Il magazzino dove gli oggetti confiscati sono tenuti per effettuare test forensi e a scopi educativi usa carrelli della spesa per spostare gli oggetti da un punto A a un punto B, il che sembra ironico, ma rende ancora più pertinente la mia domanda: fauna selvatica o merce?” si chiede l’autrice della fotografia, Britta Jaschinski. La mostra è visitabile da martedì 12 fino a giovedì 21 marzo alla Camera dei Deputati a Roma. Organizza di Humane Society International/Europe
Nota per il suo stile fotografico unico, Britta Jaschinski è una fotogiornalista tedesca che indaga il rapporto tra l’uomo e la natura e l’impatto di tale rapporto, documentando i crimini contro la fauna selvatica e l’ambiente. Collabora con autorità, associazioni di beneficenza, musei e organizzazioni ambientali e il suo lavoro ha ricevuto numerosi premi internazionali. Le sue foto sono state pubblicate su Geo, National Geographic, The Guardian, Stern, Spiegel e molte altre riviste e libri e sono state esposte in mostre in tutto il mondo. È cofondatrice di Photographers Against Wildlife Crime™ e del The Evidence Project, iniziative che informano il pubblico e chiedono a politica e legislativo di intervenire per tutelare la fauna selvatica e ciò che resta della natura selvaggia. http://www.brittaphotography.com/