Cultura
Il segno di Keith Haring a Palazzo Braschi fino all'11 aprile 2027
Roma, 5 ott. (askanews) - Palazzo Braschi a Roma ospita fino all'11 aprile 2027 una grande mostra su Keith Haring curata da Kaoru Yanase, Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi. In mostra 140 opere tra stampe, lavori su carta, disegni, poster, sculture si affiancano ai celebri Subway Drawings realizzati con un gessetto bianco nelle stazioni della metropolitana. Haring trasse ispirazione dall'energia della turbolenta New York anni Ottanta, in cui le idee circolavano nelle strade, nei club, attraverso la musica, e dove si incontravano arte, attivismo e cultura popolare. Ma prima di diventare un'icona planetaria l'artista lasciò il segno in Italia, come si vede nella prima sala dell'esposizione: la sua prima personale italiana fu alla Galleria Lucio Amelio di Napoli, e a Roma, nel 1984, dipinse un murale sulla facciata del Palazzo delle Esposizioni. La mostra propone il percorso artistico di Haring dai primi lavori a New York ai poster politici, alle sculture, ai dipinti e alle opere finali. Per tutta la carriera Haring ampliò il proprio linguaggio visivo restando fedele a una convinzione semplice: l'arte deve essere accessibile a tutti. Bambini radianti, cani che abbaiano, figure danzanti, angeli, cuori, televisori e piramidi sono più che motivi ricorrenti: formano un alfabeto visivo universale che continua a parlare a culture e generazioni diverse. Haring diceva "Il pubblico ha diritto all'arte. L'arte è per tutti" e la curatrice Ilaria Miarelli Mariani ha spiegato: "Lui utilizza sempre questa linea di contorno, colori sgargianti, immagini un po' fumettistiche, una cultura molto pop perché vuole che arrivi veramente a tutti ma attraverso questo linguaggio apparentemente facile veicola una serie di messaggi molto difficili, molto scomodi: avere un buon rapporto con il proprio corpo, con il proprio sesso, con la propria sessualità, con le proprie tendenze sessuali, con la propria pelle e con tantissimi altri temi, legati alla pace, all'apartheid e anche alla fine alla lotta contro l'AIDS, di cui lui purtroppo sarà vittima".