Un veicolo dell’esercito israeliano è visibile accanto a coloni israeliani mentre impediscono l’accesso ai palestinesi del posto nel villaggio di Burqa, in Cisgiordania, giovedì 17 settembre 2026, a seguito di un attacco da parte dei coloni che, secondo i residenti, hanno appiccato il fuoco nella zona. (APN)
I coloni israeliani si riuniscono per celebrare l’inaugurazione di una sinagoga di recente costruzione nell’avamposto di Homesh, nella Cisgiordania occupata, mercoledì 16 settembre 2026. (APS)
Il fumo si alza dagli uliveti in fiamme che, secondo i palestinesi, sarebbero stati appiccati da coloni militanti israeliani, a Burqa, nella Cisgiordania occupata da Israele, il 17 settembre 2026. (REUTERS)
Un palestinese corre mentre le fiamme divampano dagli uliveti in fiamme che, secondo i palestinesi, sarebbero stati appiccati dai coloni israeliani, a Burqa, nella Cisgiordania occupata da Israele, il 17 settembre 2026. (REUTERS)
Coloni israeliani in piedi mentre fumo e fiamme si levano dagli uliveti che, secondo i palestinesi, sarebbero stati incendiati dai coloni israeliani, a Burqa, nella Cisgiordania occupata da Israele, il 17 settembre 2026. (REUTERS)
Soldati israeliani durante un'incursione dell'esercito nel campo profughi di Al-Ain, in Cisgiordania, vicino a Nablus, giovedì 17 settembre 2026. (APN)
Alcuni palestinesi camminano vicino alle macerie di un edificio residenziale che era stato danneggiato in un precedente attacco israeliano durante la guerra e che è crollato mercoledì, nella città di Gaza, il 17 settembre 2026. (REUTERS)
Soldati israeliani durante un’incursione dell’esercito nel campo profughi di Al-Ain, in Cisgiordania, vicino a Nablus, giovedì 17 settembre 2026. (APN)
I blindati israeliani bloccano l'ingresso del campo profughi di Al-Ain durante un'operazione militare a ovest della città di Nablus, in Cisgiordania, il 17 settembre 2026. Le forze israeliane hanno fatto irruzione nel campo di Al-Ain, a ovest di Nablus, all’alba del 17 settembre. (EPA)
Veicoli corazzati israeliani bloccano l’ingresso del campo profughi di Al-Ain durante un’operazione militare a ovest della città di Nablus, in Cisgiordania, il 17 settembre 2026. Le forze israeliane hanno fatto irruzione nel campo di Al-Ain, a ovest di Nablus, all’alba del 17 settembre. (EPA)
Operatori sanitari palestinesi camminano mentre mezzi corazzati israeliani bloccano l’ingresso del campo profughi di Al-Ain durante un’operazione militare a ovest della città di Nablus, in Cisgiordania, il 17 settembre 2026. Le forze israeliane hanno fatto irruzione nel campo di Al-Ain, a ovest di Nablus, all’alba del 17 settembre. (EPA)
Un soldato israeliano prende posizione nel campo profughi di Al-Ain durante un’operazione militare a ovest della città di Nablus, in Cisgiordania, il 17 settembre 2026. All’alba del 17 settembre le forze israeliane hanno effettuato un raid nel campo di Al-Ain, a ovest di Nablus. (EPA)
epa13246053 I mezzi corazzati israeliani bloccano l’ingresso del campo profughi di Al-Ain durante un’operazione militare a ovest della città di Nablus, in Cisgiordania, il 17 settembre 2026. (EPA)
Operatori sanitari palestinesi camminano mentre mezzi corazzati israeliani bloccano l’ingresso del campo profughi di Al-Ain durante un’operazione militare a ovest della città di Nablus, in Cisgiordania, il 17 settembre 2026. Le forze israeliane hanno fatto irruzione nel campo di Al-Ain, a ovest di Nablus, all’alba del 17 settembre. (EPA)
Ebrei ultraortodossi recitano preghiere e celebrano il “Tashlich” in riva a un lago in vista della festività solenne dello Yom Kippur nell’insediamento israeliano di Ma’ale Adumim, vicino a Gerusalemme, il 17 settembre 2026. La preghiera del Tashlich viene tradizionalmente recitata durante il Rosh Hashanah o nei giorni che precedono lo Yom Kippur e simboleggia il gettare i propri peccati dell’anno precedente in un corso d’acqua, affinché possano essere portati via dalla corrente. (EPA)
Ebrei ultraortodossi recitano preghiere e celebrano il “Tashlich” in riva a un lago in vista della festività solenne dello Yom Kippur nell’insediamento israeliano di Ma’ale Adumim, vicino a Gerusalemme, il 17 settembre 2026. La preghiera del Tashlich viene tradizionalmente recitata a Rosh Hashanah o nei giorni che precedono lo Yom Kippur e simboleggia il gettare i propri peccati dell’anno precedente in un corso d’acqua, affinché possano essere portati via dalla corrente. (EPA)
Ebrei ultraortodossi recitano preghiere e celebrano il “Tashlich” in riva a un lago in vista della festività solenne dello Yom Kippur nell’insediamento israeliano di Ma’ale Adumim, vicino a Gerusalemme, il 17 settembre 2026. L (EPA)
Uomini ebrei ultraortodossi celebrano il rituale del Tashlich, che consiste nel liberarsi simbolicamente dei peccati, in vista dello Yom Kippur, il Giorno dell’Espiazione ebraico, a Netanya, in Israele, il 17 settembre 2026. (REUTERS)
Un uomo ebreo ultraortodosso celebra il rituale del Tashlich, che consiste nel liberarsi simbolicamente dei peccati, in vista dello Yom Kippur, il Giorno dell’Espiazione ebraico, a Netanya, in Israele, il 17 settembre 2026. REUTERS/Ammar Awad (REUTERS)
Le persone che non hanno potuto fare ritorno nei propri villaggi a causa della guerra con Israele sventolano bandiere libanesi e mostrano ritratti durante una manifestazione di protesta per chiedere il loro ritorno a Nabatiyeh, nel sud del Libano, giovedì 17 settembre 2026. (APN)
Un manifestante tiene in mano un cartello su cui è scritto in arabo: «Non c’è vita per il sud senza Mays al-Jabal», mentre altri scandiscono slogan e alzano i pugni durante una manifestazione di persone impossibilitate a tornare nei propri villaggi a causa della guerra con Israele, a Nabatiyeh, nel sud del Libano, giovedì 17 settembre 2026. (APN)
Le persone che non hanno potuto fare ritorno nei propri villaggi a causa della guerra con Israele sventolano bandiere libanesi e espongono cartelli durante una manifestazione di protesta a Nabatiyeh, nel sud del Libano, giovedì 17 settembre 2026. Il testo di un cartello al centro recita: “L’aggressione non spezzerà la nostra volontà”. (APN)
Combattenti Houthi, alleati dell’Iran, posano accanto a un veicolo catturato dopo quello che la fonte ha descritto come un attacco contro le forze sostenute dall’Arabia Saudita nella località indicata dalla fonte come il governatorato di al Jawf, nello Yemen, in questo screenshot tratto da un video diffuso dall’Houthi Military Media il 15 settembre 2026. (via REUTERS)
Un operatore dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni accoglie le persone in fuga dagli scontri tra i combattenti houthi e le forze governative yemenite sostenute dall’Arabia Saudita, sulle rive di Khor Angar vicino a Obock, sulla costa settentrionale del Golfo di Tadjoura, che si affaccia sul Golfo di Aden, a Gibuti, 16 settembre 2026. (via REUTERS)
Hameeq Hassan Ali, 64 anni, un pescatore yemenita di Dhubab fuggito dagli scontri tra i combattenti houthi e le forze governative yemenite sostenute dall’Arabia Saudita, si trova sulle rive di Khor Angar, vicino a Obock, sulla sponda settentrionale del Golfo di Tadjoura, che si apre sul Golfo di Aden, a Gibuti, il 16 settembre 2026. (via REUTERS)
Persone in fuga dagli scontri tra i combattenti houthi e le forze governative yemenite sostenute dall’Arabia Saudita approdano con i propri averi sulle rive di Obock, sulla costa settentrionale del Golfo di Tadjoura, che si affaccia sul Golfo di Aden a Gibuti, il 14 settembre 2026. (via REUTERS)
Una donna, fuggita dagli scontri tra i combattenti houthi e le forze governative yemenite sostenute dall’Arabia Saudita, porta in braccio un bambino sulle rive di Khor Angar, vicino a Obock, sulla costa settentrionale del Golfo di Tadjoura, che si affaccia sul Golfo di Aden, a Gibuti, il 16 settembre 2026. (via REUTERS)
Alcune persone passano in auto davanti a un cartellone pubblicitario sullo Stretto di Ormuz, affisso su un edificio a Teheran, in Iran, il 16 settembre 2026. (via REUTERS)
Un murale raffigurante il defunto leader della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Ruhollah Khomeini, e il defunto leader supremo dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, in una strada di Teheran, in Iran, il 16 settembre 2026. (via REUTERS)
Un fotogramma tratto da un video diffuso il 15 settembre 2026, che mostrerebbe la petroliera battente bandiera panamense “El Gaia” danneggiata a seguito di un incidente nello Stretto di Ormuz. La Guardia Rivoluzionaria iraniana ha affermato che la petroliera è stata colpita da mine marine mentre attraversava una zona vietata a sud dello Stretto di Ormuz, un’affermazione contestata dalle forze armate statunitensi, secondo le quali la nave sarebbe stata colpita da un missile iraniano «il mese scorso e resa inoperativa». (via REUTERS)
Alcuni motociclisti passano davanti a un ritratto del primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, esposto in segno di protesta contro l’aumento dei prezzi del carburante nel contesto del conflitto tra Stati Uniti e Iran, in vista dell’introduzione a livello nazionale di un programma governativo che offre un sussidio di 100 rupie al litro alle motociclette, risciò e veicoli fino a 800 cc, a Karachi, in Pakistan, il 16 settembre 2026. (REUTERS)