Huawei è molto conosciuta in Italia come produttore di smartphone, ma un pezzo rilevante del suo business è legato alle reti. L'azienda cinese è la numero uno al mondo nella fornitura di componenti per il 5G. Un pezzo di tecnologia strategico che ha fatto di Huawei il bersaglio preferito dell'amministrazione Trump. Prima l'azienda è stata bandita dagli Stati Uniti per lo sviluppo del 5G, poi sono arrivate Australia e Nuova Zelanda. Nei giorni scorsi una delegazione americana ha fatto un tour in diversi paesi europei facendo pressing perché gli alleati non collaborino con Huawei su una tecnologia che metterebbe a rischio la sicurezza nazionale. Gli Stati Uniti sono preoccupati per la potenziale applicazione di una legge sull'intelligence nazionale cinese, approvata nel 2017, che apre alla collaborazione tra stato e aziende nazionali sull'intelligence. Huawei ha più volte smentito categoricamente. È di ieri la notizia che in Inghilterra British Telecom non collaborerà con Huawei sul 5G. Il pressing diplomatico americano sul tema delle relazioni commerciali con la Cina è arrivato anche in Italia, come scritto dal Sole 24 Ore, mentre Huawei sta accelerando le strategie di investimento nel Paese sul 5G e presto aprirà un centro di ricerca e design a Milano.

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