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The Sequel Dilemma: perché l’industria dei videogiochi non può smettere di innovare #PlayThinkTalk

Ci sono i giochi annuali, come Fifa. E poi ci sono i sequel come quelli del cinema tipo Rambo, come ad esempio Gta o Call of Duty. E poi ancora ci sono titoli che sono opere uniche come Bully. In tutti questi i casi può essere fuorviante ragionare per analogia con mercati più maturi come ad esempio quello del cinema o dei libri. Il sequel di un titolo di successo è sempre una scommessa, ma nel mondo del gaming è più rischiosa. Il videogioco deve sempre fare i conti con la piattaforma hardware (mobile o domestica), con le nuove feature tecnologiche, con la trasformazione del gameplay e e le richieste della community. Da quando i videogiochi si sono trasformati in servizio, assumendo i connotati di parchi gioco a tema, la narrazione è solo un elemento. Se insomma guardiamo alla produzione dei generi videoludici lato offerta ci rendiamo conto che il sequel rappresenta una operazione che può essere anche svantaggiosa economicamente. Ne parliamo diffusamente in PlayThinkTalk con Andrea Pontigga. Buona visione
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