Tecnologia

Sviluppo sostenibile dell'Artico, a Roma il convegno ArcSar

  • 02:31

Milano, 26 feb. (askanews) - Il riscaldamento globale sta imponendo mutamenti sempre più profondi nelle regioni artiche. Una situazione che pone seri rischi per l'ambiente naturale e umano. Anche perché, l'arretramento dei ghiacci, al di là delle conseguenze per il pianeta, porta anche a un aumento delle attività economiche nella regione.

Assicurare quindi uno sviluppo sostenibile dell'Artico così come prospettive economiche, geopolitiche e ambientali sono gli obiettivi di cui si è parlato al convegno ospitato a Roma da Leonardo, dal 26 al 28 febbraio 2019 che ha aperto i lavori del progetto di ricerca e sviluppo ArcSar, guidato dal Joint Rescue and Coordination Center Northern Norway, che coinvolge 21 enti di ricerca e istituzioni di 13 Paesi.

Promosso dall'Unione Europea nell'ambito di Horizon2020, con una durata di 5 anni, ArcSar ha l'obiettivo di favorire il confronto su aspetti di sicurezza, risposta alle emergenze e sviluppo tecnologico e sostenibile dell'Artico.

Giovanni Soccodato, direttore strategie e innovazione di Leonardo.

"Siamo molto orgogliosi di essere l'unico partner industriale di ArcSar - ha detto Soccodato - a dimostrazione della validità delle tecnologie che Leonardo può offrire per supportare lo sviluppo sostenibile in un ambiente così complicato, difficile ma molto importante per il futuro del nostro pianeta come l'Artico. Dalle piattaforme elicotteristiche, ai sensori spaziali e terrestri e per comunicazioni possiamo offrire soluzioni a tutto tondo per aiutare chi opera nell'Artico a lavorare in maniera sana e sicura".

L'azienda italiana partecipa al progetto, tramite e-Geos (joint venture tra Telespazio e Asi), mettendo a disposizione il suo bagaglio di conoscenze e dotazioni tecniche: dai satelliti per il monitoraggio terrestre, agli elicotteri, ai droni e quant'altro, nell'interesse della comunità mondiale e soprattutto delle popolazioni locali.

Okalik Eegeesiak, rappresentante della comunità inuit.

"Abbiamo bisogno di investimenti per essere preparati alla ricerca e soccorso - ha spiegato - abbiamo bisogno di maggiori risorse nel commercio e sviluppo, essere addestrati e preparati alla gestione delle emergenze; abbiamo bisogno di infrastrutture per far fronte alle emergenze, soprattutto elisuperfici e approdi. Sì, abbiamo bisogno di tantissimi investimenti".

Molte di queste tecnologie sono già impiegate nella regione, per esempio le stazioni per la ricezione dei dati della costellazione italiana COSMO-SkyMed di monitoraggio del pianeta, così come elicotteri da soccorso, più volte protagonisti di salvataggi "estremi".

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