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Spazio, Umberto Guidoni: il primo europeo sulla Stazione spaziale

Milano, 2 nov. (askanews) - La Stazione spaziale internazionale è "abitata" continuativamente da 20 anni, dal 2 novembre 2000 quando la Soyuz Tm-13 partita da Baikonur, in Kazakhstan il 31 ottobre si agganciò al primo embrione della base orbitante. A bordo i 3 uomini della Expedition 1: l'americano William Shepherd, della Nasa e i 2 russi Sergei Krikalev e Juri Gidzenko di Roscosmos che resteranno per 136 giorni.

Il primo europeo arrivò il 21 aprile 2001 ed era un italiano. L'astronauta dell'Esa Umberto Guidoni che così ha ricordato quel momento.

"Ho un ricordo molto intenso, ancora indelebile di quel momento in cui ci avvicinavamo alla Stazione spaziale internazionale - ha raccontato ad askanews - intanto era il 2001 l'anno di 'Odissea nello Spazio' e noi stavamo nello Spazio e andavamo verso una stazione spaziale, anche se non era quella del film di Kubrick ma era un vero e proprio cantiere. L'emozione più grande è stata quando siamo entrati, anche perché io ero il primo europeo".

"Stavamo andando verso un cantiere e stavamo portando una gru (il braccio robotico Canadarm 2, ndr) come in un cantiere terrestre e quella gru è stata essenziale per continuare la costruzione dell'Iss, diventata così grande che il braccio robotico dello Shuttle non bastava più, quindi ce ne voleva una più grande basata sulla stazione e quella gru è ancora lì e ancora adesso è utilizzata dagli astronauti che fanno le attività extraveicolari".

"L'eredità più importante forse è proprio che siamo riusciti a lavorare insieme. Più di 300 astronauti provenienti da 19 Paesi hanno messo da parte le differenze, soprattutto tra russi e americani".

"Con la Stazione spaziale abbiamo costruito davvero un posto dove andare nello Spazio, abbiamo realizzato una piccola comunità umana nello Spazio ed è l'esempio di quello che saranno un giorno le basi sugli altri pianeti".

Oggi la Stazione spaziale è un laboratorio orbitante che produce Scienza e Ricerca in microgravità 24 ore su 24. La sua vita è stata estesa almeno fino al 2028, prima che la sua eredità venga raccolta dalla Lunar Gateway prima e dalle basi lunari poi.

È stata visitata per 27 volte da astronauti europei, 5 dei quali italiani e uno di essi, Luca Parmitano ne è stato anche il comandante.

È importante sottolineare che per almeno il 50% la base è Made in Italy. Una condizione esaltata dallo stesso Sergei Krikalev, intervistato nel 2013 da askanews, proprio alla vigilia della prima missione di Parmitano.

"Gli italiani hanno fatto molto per la stazione spaziale internazionale - aveva detto - e mi auguro che questa cooperazione continui in futuro. È molto probabile che le industrie italiane saranno nostri partner per le future missioni spaziali internazionali".

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