Tecnologia

Spazio, commissione d'inchiesta Esa per il fallimento del Vega

Milano, 18 nov. (askanews) - Un problema relativo all'integrazione del sistema di attivazione degli ugelli del quarto stadio del razzo Vega. Potrebbe essere questa, stando a una prima indagine la probabile causa del fallimento della missione VV17 del lanciatore italiano che avrebbe dovuto mettere in orbita 2 satelliti, lo spagnolo SEOSAT-Ingenio per l'ESA e TARANIS per l'agenzia spaziale francese, CNES.

Arianespace ed ESA, in ogni caso, hanno nominato una Commissione d'inchiesta indipendente per far piena luce sulla cause dell'incidente, presieduta congiuntamente da Daniel Neuenschwander, direttore dei trasporti spaziali dell'ESA, e Stéphane Israel, amministratore delegato di Arianespace.

La Commissione dovrà capire perché non sono state prese misure adeguate per identificare e correggere l'errore e formulerà una road map per il ritorno di Vega al volo in condizioni di assoluta affidabilità. Arianespace ed ESA presenteranno congiuntamente i

risultati di questa commissione.

Due mesi e mezzo dopo il ritorno in volo seguito allo stop dovuto al primo incidente del 2019 con la perdita del satellite militare degli Emirati Arabi uniti Falcon Eye 1, il lanciatore italiano Vega, costruito dalla Avio di Colleferro, vicino Roma, era decollato regolarmente dalla base di Kourou, in Guyana francese, il 17 novembre. I primi tre stadi hanno funzionato nominalmente ma otto minuti dopo la partenza, un'anomalia rilevata

all'accensione del 4 stadio ha portato a una "degradazione" della traiettoria, seguita da una perdita di controllo del veicolo e dalla conseguente perdita della missione.

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