Tecnologia

Spazio, Blue Origin contro la Nasa per aver scelto SpaceX

Milano, 27 apr. (askanews) - Jeff Bezos non ci sta e presenta ricorso al Government Accountability Office (Gao) americano contro la decisione della Nasa che ha scelto la navetta "Starship" di SpaceX come nuovo lander lunare, per riportare l'uomo sulla Luna nell'ambito delle missioni "Artemis" che dovrebbero partire dal 2024; un contratto da 2,9 miliardi di dollari.

Una scelta che il patron di Amazon e di Blue Origin ha giudicato "frutto di un appalto imperfetto" che, a suo parere, avrebbe ingiustamente penalizzato il suo progetto "Blue Moon" a vantaggio del concorrente Elon Musk.

Secondo bezos "La NASA ha seguito una procedura non corretta per il programma Human Landing System (Hls) 'spostando i pali della porta' all'ultimo minuto, eliminando le opportunità di concorrenza e non solo ritardando ma addirittura mettendo in pericolo il ritorno degli americani sulla Luna".

I pericoli di cui parla si riferiscono prevalentemente al travagliato sviluppo della navetta "Starship" di SpaceX, in fase di test a Boca Chica in Texas, che non darebbe sufficienti garanzie di sicurezza e rispetto delle tempistiche dettate dal serrato calendario del programma "Artemis".

Aver scelto un solo progetto e non due, come previsto inizialmente, inoltre, non solo creerebbe una situazione di monopolio da parte di SpaceX ma priverebbe anche il programma "Artemis" di un piano B, auspicabile per aumentare la percentuale di successo nel rispetto dei tempi previsti.

La Nasa per Bezos avrebbe variato i parametri per la scelta del lander lunare in extremis, facendo leva sui costi come elemento cardine per la decisione, determinando, di fatto, l'esclusione del progetto "Blue Moon", concepito come una evoluzione dei lander delle missioni Apollo e realizzato con il "National team", una cordata che oltre a Blue Origin comprende Lockheed Martin, Northrop-Grumman e Draper, azienda che si occupa di ingegneria e avionica. In ragione di ciò, Blue Origin ha chiesto al Congresso Usa, tramite il Gao, di annullare la decisione della Nasa e di "sollecitare nuove offerte" chiarendo i "fondi disponibili".

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