Tecnologia
Rosetta, dieci anni dopo: l'eredità della missione europea
Milano, 29 set. (askanews) - Il 30 settembre 2016 si concludeva il viaggio di Rosetta, la missione che ha segnato una svolta nell'esplorazione spaziale europea. Dopo dieci anni nello spazio e due trascorsi attorno alla cometa Churyumov-Gerasimenko, la sonda dell'Esa terminava la sua avventura con una discesa controllata sulla superficie. Un finale spettacolare per una missione senza precedenti: la prima a orbitare attorno al nucleo di una cometa e a farvi atterrare un lander, Philae. Dieci anni dopo, i dati raccolti continuano a cambiare le nostre conoscenze sul Sistema solare. Come ha spiegato Paolo Ferri, direttore delle Operazioni di Missione dell'Esa fino al 2020. "Per la prima volta è stato caratterizzato il nucleo di una cometa. Ora conosciamo tutto di questo nucleo, dalla sua struttura, la composizione chimica, la dinamica della superficie e dell'ambiente. Questo ha portato praticamente a smantellare le teorie esistenti sulla nascita e l'evoluzione del Sistema solare. Ora gli scienziati sono al lavoro per costruirne di nuove usando i dati di Rosetta." Rosetta fu anche la prima vera missione interplanetaria dell'Esa, un banco di prova che permise all'Europa di costruire competenze e infrastrutture per lo spazio profondo. Per Ferri significò circa vent'anni di lavoro e la crescita di una nuova generazione di specialisti. "A livello umano per me è stata molto importante l'esperienza di creazione del team. Ho assunto ragazzi molto giovani, brillanti, che oggi, vent'anni dopo, sono quelli che stanno praticamente conducendo le missioni più importanti dell'Esa nel Sistema solare. Forse il ricordo più bello sono le migliaia di messaggi ricevuti dai bambini che la missione Rosetta ha contribuito a ispirare verso la scienza e verso l'esplorazione." Oggi la nuova frontiera è soprattutto la ricerca di possibili forme di vita oltre la Terra, da Marte alle lune ghiacciate dei pianeti giganti. "Più in là ci sono le lune di Giove, verso le quali adesso già due missioni stanno volando, dove si potrebbero trovare sotto le croste ghiacciate le condizioni per lo sviluppo di vita, anche se vita microbica naturalmente. E forse ancora più in là le lune di Saturno, ma lì stiamo parlando di esplorazione negli anni Quaranta-Cinquanta." Dieci anni dopo il suo ultimo segnale, l'eredità di Rosetta continua così nelle missioni che ha contribuito a rendere possibili.