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Dalla Cina alla Luna e ritorno, lanciata la missione Chang'e 5

Wenchang (Cina), 24 nov. (askanews) - L'Agenzia spaziale cinese ha lanciato con successo la sonda spaziale Chang'e 5 che, per la prima volta nella storia del Paese orientale, atterrerà sulla Luna con lo scopo di prelevare un campione di circa 2 kg di roccia e sedimenti da riportare sulla Terra.

Se la missione avrà successo, sarà la prima volta che gli scienziati terrestri riceveranno rocce lunari da poter studiare dal 1976, quando - dopo la conclusione del programma Apollo nel 1972 - la missione sovietica "Luna 24" riportò sulla Terra 170 grammi di terreno lunare.

Il luogo scelto per l'allunaggio è l'Oceanus Procellarum, appena a nord ma non lontano dalle aree d'allunaggio delle missioni umane americane e di quelle robotiche sovietiche, tra la fine degli anni '60 e la metà degli anni '70.

La missione cinese, supportata anche dall'Esa grazie alla propria rete di stazioni terrestri, è molto ambiziosa e ricca di prime volte. La sonda si compone di una serie di moduli connessi, ciascuno dei quali dovrà assolvere a un compito preciso. Mentre il modulo di rientro resterà in orbita lunare, un lander scenderà sulla Luna e raccoglierà i campioni che dovrà rispedire in orbita dove, dopo un docking tra il modulo di risalita e quello di rientro, verranno stivati e riportati sulla Terra. Il tutto a tempo di record, tra il 29 novembre e l'11 dicembre 2020, per evitare che il sopraggiungere della lunga notte lunare con temperature rigidissime danneggi gli strumenti, vanificando la missione.

Il rientro dovrebbe avvenire presumibilmente il 16 dicembre 2020 nella regione della Mongolia interna, dove i campioni lunari verranno prelevati e portati in siti specializzati per essere analizzati.

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