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Un anno dalla morte di Sven Goran Eriksson, gentiluomo di successo

Roma, 26 ago. (LaPresse) Ci lasciava un anno fa Sven Goran Eriksson, leggenda del calcio europeo. Un addio consapevole a causa di una malattia aggressiva che gli ha però permesso di chiudere tutti i cerchi della sua vita. Il tecnico svedese, campione d'Italia con la Lazio nel 2000, tre volte con il Benfica e una volta in patria con il Goteborg, oltre ad aver alzato al cielo anche numerosi trofei europei, ha passato gli ultimi mesi di vita girando il mondo e ricevendo gli applausi di quelli che furono i suoi stadi. Da goteborg a Roma, passando per Genova fino al coronamento del suo sogno: allenare il Liverpool ad Anfield, in una partita tra vecchie glorie. A un anno di distanza, il mondo del calcio piange e ricorda Sven Goran Eriksson, un allenatore moderno e innovatore, un gentiluomo e - a dispetto di quanti, in vita, lo chiamassero perdente di successo - un vincente.
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