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Superare divario genere in sport, presentata a Roma Jump the gap

Roma, 22 set. (askanews) - Una ricerca per indagare sul rapporto tra donne e sport, coordinata da Aics in collaborazione con altri tre enti di promozione sportiva e finanziata da Sport e Salute. "Jump the gap", condotta in collaborazione con l Università di Padova, è stata presentata a Roma, nella Sala Stampa dello Stadio Olimpico, e ha messo in evidenza come esista ancora una visione pesantemente stereotipata del mondo femminile nell'ambito sportivo. 4.600 interviste effettuate tra fine 2020 e inizio 2021, 2.800 delle quali a donne, il resto uomini. Un campione variegato che ha riguardato persone dagli 11 anni in su; sono inoltre state analizzate 12mila forme lessicali sui media, sia sportivi sia generalisti.

Soltanto il 33 per cento delle donne partecipa alla vita sportiva rispetto alla globalità degli sportivi praticanti, è probabilmente questo il dato che più allarma. Donna percepita come custode della gestione del nucleo familiare, tanto che una su tre indica gli impegni familiari tra le prime tre cause di abbandono della pratica sportiva; non solo, il 48% degli intervistati ritiene lo sport tra i 3 elementi più importanti nella vita di una donna, ma prevalentemente per motivi inerenti alla salute e non alla socialità.

Il divario di genere, insomma, sembra una piaga da cui il mondo dello sport non è immune, tutt'altro, e Vito Cozzoli, presidente e ad di Sport e Salute, è consapevole che il quadro generale va migliorato:

"Promuoviamo anche il diritto allo sport, che non è ancora un diritto esercitato in modo adeguato, in particolare dalle donne. Una donna su tre fa di fatto sport nel nostro Paese e questo è un divario che noi assolutamente dobbiamo colmare. Sport e Salute, quindi non si limita a finanziare questa ricerca ma partecipa anche attivamente alla stessa perché l'obiettivo è quello di diffondere la pratica sportiva e le donne sono fondamentali in questo ambito".

Bruno Molea, presidente nazionale di AICS, indica i due principali step da intraprendere: "Uno immediato, che vede i quattro enti - AiCS, Acsi, Csen e Libertas - uniti in un tentativo di canalizzare risorse, già in possesso dell'ente, nella direzione di un maggiore coinvolgimento delle donne nel mondo dello sport. Un secondo molto più importante, che richiede però finanziamenti ulteriori che non sono in possesso degli enti, che vede proprio l'azione pressante di cambio culturale".

Il target di lungo termine, per il presidente di AiCS, è chiaro: "Contribuire a un cambio culturale-generazionale che permetta di vedere la donna più presente nel mondo dello sport, più partecipe nell'attività sportiva di base, perché è lì che noi vogliamo incidere".

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