Sport24

Roma, sit-in e conferenza stampa di atleti e dirigenti per chiedere una riforma della giustizia sportiva

(LaPresse) Si è tenuto a Roma un sit-in che ha visto la partecipazione di tesserati e atleti di diverse federazioni per chiedere una riforma della giustizia sportiva. Decine di persone si sono riunite a pochi passi dall'ingresso della Camera dei Deputati per quella che hanno definito la prima manifestazione nazionale dedicata proprio alla giustizia sportiva. A seguire, si è tenuta una conferenza nella sala stampa della Camera, organizzata dal deputato del Partito Democratico Mauro Berruto. Al centro la richiesta di trasparenza all'interno delle federazioni sportive e la tutela dei diritti dei tesserati, ma anche un appello rivolto al presidente del Coni Luciano Buonfiglio e al ministro per lo Sport Andrea Abodi. "La giustizia sportiva ha ormai visto stravolgere il suo significato e diventare una clava che serve per abbattere oppositori. Questo è ahimè la sostanza anche di quello che queste persone che sono qui riunite stanno raccontando e stanno dicendo", denuncia Berruto, che invita a non guardare solo al mondo del calcio, ma a soffermarsi soprattutto sulle federazioni cosiddette minori, in cui accadono "le peggiori cose". L'ex ct della nazionale di pallavolo definisce quello delle federazioni sportive un "modello medievale, dove il controllato nomina il controllore", "dove cioè il presidente federale nomina sia il giudice che il procuratore". Tutto questo rappresenta "un problema di assoluta mancanza di terzietà" e "la giustizia, per definizione, deve fondarsi su un principio di terzietà", chiedendo per tutti questi motivi una riforma immediata. Gli fa eco Clara Campese, promotrice dell'evento, che si fa portavoce di tutti i dirigenti sportivi e atleti che hanno aderito alla sua iniziativa per lanciare un appello alle istituzioni sportive, "nei confronti delle quali - sottolinea però - noi riponiamo la massima fiducia". "La richiesta è che la legge è uguale per tutti e che pertanto le norme vengano fatte valere nei confronti di chiunque, tesserato, dirigente, tecnico, di tutti in egual misura", indirizzando la richiesta specificamente ad Abodi e Buonfiglio. All'interno di questa nuova visione del mondo dello sport, un ruolo preminente lo assumono direttamente i giovani. Nello specifico, Andrea Culaon, fondatore di 'Generazione Futuro', spiega l'apporto che il suo ente vorrebbe dare all'interno di questa proposta di riforma: "Generazione Futuro è un ente di promozione di valori, ideali, diritti civili e sportivi all'interno delle federazioni, proprio nei confronti dei giovani sportivi". "Noi cerchiamo di ascoltare la voce della base del mondo sportivo italiano, cercando di portare la nostra proposta per un mondo sportivo più giusto", spiega il portavoce del movimento giovanile, che chiede "tavoli di confronto" con le istituzioni, dove "le nostre richieste vengano ascoltate". Infine, tra i sostenitori più accalorati della proposta, l'Associazione nazionale pallavolisti, il cui presidente Giorgio De Togni commenta così l'adesione: "Abbiamo deciso di aderire a questa iniziativa perché riteniamo che la giustizia sportiva e le elezioni federali siano argomenti e temi che riguardano da vicino la vita di tutti gli sportivi tesserati di tutte le federazioni".
Riproduzione riservata ©
loading...