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Federica Pellegrini e Matteo Giunta presentano 'In un tempo solo nostro': la vita come un album di ricordi

(LaPresse) “È la sfida più grande, più complessa, più difficile, forse la più bella e quindi abbiamo voluto racchiudere tutti i nostri pensieri, che sono ben diversi, in un libro. Volevamo fissare questo bellissimo periodo perché il primo anno ci si dimentica quello che succede e come succede. In questo modo invece magari fra qualche anno ce lo rileggeremo con molto piacere e riscopriremo le emozioni che hanno un po’ costellato questo meraviglioso periodo”. Così l’ex nuotatrice e campionessa olimpica Federica Pellegrini ha raccontato il libro “In un tempo solo nostro” (Mondadori), scritto a quattro mani con il marito ed ex allenatore Matteo Giunta, parlando a margine della presentazione del volume alla libreria Mondadori Duomo di Milano. Il libro è il racconto di una nuova sfida, quella della nascita della figlia Matilda, un album di ricordi da conservare, tra momenti felici e difficoltà, con punti d’incontro e di confronto, come spiegano gli autori. Pellegrini, che oggi fa parte della Fondazione Giulia Cecchettin, interpellata da LaPresse sull’importanza dell’educazione sentimentale richiamata da Gino Cecchettin durante un suo intervento alla Camera, ha dichiarato: “Siamo molto allineati da questo punto di vista, credo che in questo specifico momento storico nascondere la testa sotto la sabbia non sia utile a nessuno, forse adesso come non mai serve l’educazione affettiva, sentimentale e sessuale a scuola”. Sull’argomento è intervenuto anche Giunta: “Secondo me il periodo dell’adolescenza è quello più complicato, questi ragazzi sono bombardati da mille fattori e avere qualcuno che invece gli dia gli strumenti per poter interagire con il mondo che cambia intorno a loro anche sotto il profilo sentimentale e sessuale secondo me è fondamentale, anche perché non dimentichiamoci che non tutti hanno la fortuna di avere una uufamiglia alle spalle. Spesso i ragazzi non hanno questi genitori che assolvono il ruolo di educatori nel modo corretto, quindi secondo me è benvenuto che la scuola intervenga in questo senso”, ha concluso lo sportivo.
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