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Bebe Vio dalla scherma all’atletica pensando a Los Angeles: "Mi diverto e vediamo cosa arriva"
(LaPresse) - Dalla scherma all’atletica, un grande cambiamento affrontato con entusiasmo e tanta voglia di fare bene, con il pensiero alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Los Angeles. Lo ha spiegato Bebe Vio, che ieri sera a Firenze ha ricevuto il Premio Internazionale Fair Play Menarini per il suo straordinario impegno nel promuovere inclusione e determinazione attraverso lo sport paralimpico. D’altra parte “io senza far niente non ci sto. Non ce la potevo fare. Mi sveglio la mattina e devo fare sport, quindi l'atletica era l’unica disciplina che in questo momento poteva farmi bene a livello fisico”, ha aggiunto Bebe Vio. E per Los Angeles 2028? C’è ancora tempo, “adesso voglio iniziare e divertirmi, poi vediamo cosa arriva. Ho tutte le carte in tavola per riuscire a fare qualcosa, adesso devo mettere il mio fisico e sperare che lui mi voglia seguire”. L'atleta insomma ha ammesso che a Los Angeles ci pensa eccome. “Vediamo cosa arriva, però la mia fortuna più grande è che il mio preparatore atletico è passato con me dalla scherma all'atletica, sono riuscita a convincere l'allenatore che è il Ct della velocità, quindi migliore di lui in Italia non c’era. Dunque ho la fortuna di avere una squadra di gente veramente molto competente, penso sia il mio punto di forza più grande in questo momento. Ho la Polizia che continua a sostenermi e ho tutte le carte in tavola per per riuscire a fare qualcosa”. Etica e sport vanno a braccetto per Bebe Vio. “Sono estremamente orgogliosa per il Premio Fair Play e per il motivo specifico per il quale me l'hanno dato”, ha spiegato l’atleta. Sul palco del Maggio Musicale Fiorentino, Bebe Vio ha poi raccontato con passione il lavoro della ‘sua’ Fondazione Art4Sport, nata per supportare bambini e ragazzi con amputazioni nell’uso delle protesi. “Siamo 55 ragazzi di tutte le età, tutti un po' amputati a pezzettini diversi e facciamo tutti sport, quindi è un onore poter essere qui per poter rappresentare la nostra squadra. Adesso siamo diventati ‘grandi’, siamo una Fondazione. È bello perché stiamo crescendo insieme ai ragazzi”, ha detto ai giornalisti. Per la campionessa paralimpica “lo sport è quel luogo magico in cui tu stai bene e la tua disabilità diventa qualcosa di cui andare assolutamente fieri”. Se per Bebe Vio “la famiglia e la squadra diventano un po' una cosa sola”, lasciare la scherma non è stato facile, ma la nuova avventura è appassionante. “Ho fatto la prima valigia per la prima gara di atletica. La scherma in carrozzina non è uno sport dove le gambe vengono usate. Quindi usarle è una cosa totalmente nuova, è molto divertente, mi sto divertendo tantissimo - ha raccontato - Questa è la mia prima gara e so che posso andare lì e divertirmi totalmente, perché tanto il risultato per la prima volta non interessa a nessuno. La cosa più bella di tutte - ha concluso con un sorriso - è che sto entrando pian piano in questo nuovo mondo dell'atletica e che i bimbi che ho visto crescere mi stanno spiegando come funziona con le gare, come funzionano le protesi per correre, come va la partenza”.