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Violenza in famiglia sempre punibile, anche se poco grave

a cura di Marcello Frisone

Per la Cassazione non è mai applicabile al reato di maltrattamenti in famiglia la particolare tenuità del fatto. I supremi giudici hanno infatti respinto il ricorso fatto da un uomo all’articolo 131-bis del Codice penale che consente di restare impuniti. Un trattamento favorevole quando la condotta è poco grave, anche per le sue conseguenze. Una vita di violenza da parte del padre-padrone descritta dai racconti delle 2 figlie, supportati anche da una relazione del pronto soccorso. Una delle figlie era finita in ospedale (senza gravi conseguenze) perché l’uomo aveva cosparso di benzina sia l’auto sia la figlia. Questo perché la ragazza nel 2016 aveva parcheggiato la macchina nella cantina della casa familiare. La Cassazione stabilisce che la non punibilità è limitata ai delitti puniti con una pena minima non superiore ai 2 anni. Ma la “sanzione” più bassa per i maltrattamenti in famiglia è oggi di 3 anni, per effetto dell’innalzamento messo in atto con il Codice rosso nel 2019. Ma anche per i fatti commessi prima del 2019 la particolare tenuità va comunque esclusa, in considerazione di un tipo di reato sempre reiterato e non occasionale.
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