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Pensioni in calo, davvero si vuol rimanere al lavoro?

a cura di Marcello Frisone

Nei primi 3 mesi del 2024 l’ Inps ha liquidato meno pensioni. Da gennaio a marzo sono state infatti 187.223, con un calo del 16,16% rispetto allo stesso periodo del 2023. I motivi sono lo scemare dell’effetto Quota 100 e l’arrivo di Quota 103, ora in versione “penalizzata”. Crolla anche l’accesso a Opzione donna: 1.276 in 3 mesi mentre nell’intero 2023 sono stati 11.514. Resta marcato il «gender gap previdenziale»: complessivamente i nuovi trattamenti erogati alle donne valgono in media 999 euro contro i 1.473 euro per gli uomini: il 32% in meno. L’importo medio delle nuove pensioni è di 1.225 euro, con grandi oscillazioni tra le varie categorie: 888 euro medi per gli assegni di vecchiaia e 2.017 euro per quelli anticipati. Il rallentamento della corsa al pensionamento si evidenzia soprattutto nel pubblico impiego: i trattamenti liquidati sono scesi da 29.059 a 18.905 (-34,94%). L’importo medio nella Pa è di 2.268 euro: le pensioni anticipate sono la metà degli assegni liquidati (10.287 con un importo medio di 2.483 euro). Leggi l’articolo
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