Due giorni prima di essere cacciato dal suo Cda, Sam Altman rilascia un’intervista a due giornalisti del New York Times, Kevin Roose e Casey Newton, per il loro podcast tecnologico. Nulla fa presagire del terremoto che avrebbe visto protagonista il numero uno di OpenAI, prima defenestrato e poi reintegrato dopo la rivolta della stragrande maggioranza dei dipendenti dell’azienda di intelligenza artificiale generativa. “Penso che siamo andando incontro al migliore dei mondi possibili” dice Altman ai microfoni, che illustra ai suoi giornalisti la visione lucida di un innovatore che crede moltissimo nella sua creatura e nell’introduzione rapida di questa tecnologia nella società. Tanto da sottolineare più volte la parola chiave del futuro: “coevoluzione” tra società e AI.
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